Tassa/e articoli da paesi extra-europei da 1-7-26

Aperto da em, Ven 22 Maggio, 09:08 2026

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Senza nome 1

"In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei" (Disclaimer)

em

Riassumo da articolo di Altroconsumo.
Dal 1° luglio 2026 l'UE introdurrà una tassa di 3 € per ogni pacco proveniente da Paesi extra-UE con valore fino a 150 €.
In Italia esiste anche una tassa nazionale da 2 € a pacco, più volte rinviata: non è ancora chiaro se le due imposte si sommeranno, portando il costo totale fino a 5 € per spedizione.

La tassa si applica ai pacchi provenienti da fuori UE (es. AliExpress);
- è calcolata per singolo pacco/spedizione, non per numero di prodotti;
- un unico ordine può generare più tasse se il venditore lo divide in più pacchi;
- riguarda spedizioni con valore dichiarato fino a 150 €.
- non si applica a spedizioni da magazzini europei.

In altro articolo che ora non trovo si dice una cosa diversa, che la tassa si applicherebbe anche se nello stesso unico pacco vi fossero articoli di genere diverso, es. se nel pacco vi fossero solo camicie si pagherebbe 3 euro, se vi fossero 1 camicia e un pantalone 3+3 (dei 2 euro italiano, boh) .

Complimentissimi.

Mobile1980

L'informazione corretta è questa...

Dal 1° luglio 2026, il dazio UE di 3 euro sui piccoli pacchi extra-UE si applicherà per ogni singola categoria merceologica contenuta nel pacco, non per singola spedizione. La tassa italiana da 2 euro è stata prorogata al 1° luglio 2026 per allinearsi alla normativa europea, sollevando dubbi sulla cumulabilità degli oneri.

Praticamente è una tassa per i cittadini per chi fa acquisti online fuori dall'Europa quindi non solo la Cina.

Complimenti per la trovata che ci costringerà più spesso ad acquistare nella UE pagando magari il triplo lo stesso prodotto perché ci devono mangiare tutti quelli della filiera.

E pensare che fino a poco tempo fa volevano aprire la via della seta con la Cina e invece hanno fatto l'esatto contrario. çç30

La firma della Nuova Via della Seta (Memorandum d'Intesa Italia-Cina del 2019) puntava ad agevolare i flussi commerciali e gli investimenti infrastrutturali tra Asia ed Europa. Oggi, invece, l'Unione Europea e l'Italia stanno erigendo barriere fiscali per un motivo preciso: proteggere i mercati interni.

Denny

Fatta la legge trovato l'inganno, l'ultimo mio ordine Cinese è arrivato dalla Germania e immagino che dopo la data fatidica diventerà una prassi, ordini dal sito cinese ma la merce parte dall'Europa. çç45

em

Riporto da due siti tedeschi e uno spagnolo.

Il problema è che ciò che a voi sembra appartenere a un'unica categoria di prodotti potrebbe essere classificato in diverse categorie dalla dogana.
Quindi, se ordinate delle magliette, queste potrebbero rientrare in categorie diverse a seconda della composizione del materiale, e questo fa lievitare ulteriormente i costi.

Ma l'implementazione è irta di potenziali problemi. L'Associazione doganale tedesca (BDZ) lancia l'allarme: l'infrastruttura informatica è del tutto inadeguata. "In alcuni casi, lavoriamo ancora con fogli di calcolo Excel", affermano fonti interne alle autorità.
A ciò si aggiunge l'evidente carenza di personale. Il ministro federale delle Finanze, Klingbeil, dal canto suo, sta spingendo per un nuovo sistema di elaborazione digitale, e il tempo stringe.

PostEurop [è l'associazione che riunisce gli operatori postali pubblici europei, tra i membri c'è anche Poste Italiane] ha chiesto alla Commissione UE di rinviare di 6-12 mesi la nuova riforma doganale sui pacchi e-commerce.
Secondo gli operatori postali, le nuove regole trasferiscono alle poste responsabilità legali e finanziarie che dovrebbero spettare ai venditori online e ai marketplace.
Inoltre sostengono di non avere tempo sufficiente per aggiornare sistemi informatici e procedure operative.
Per questo propongono di continuare temporaneamente a usare il sistema IOSS esistente invece di diventare subito responsabili diretti dei dazi doganali.


Immaginiamo in Italia...

Denny

Se manca l'organizzazione allora siamo a cavallo, poi comunque troveranno altri strattagemmi per importare nella UE i loro prodotti specie per quelli che arrivano dalla Cina.

Storm

CitazioneLa firma della Nuova Via della Seta (Memorandum d'Intesa Italia-Cina del 2019) puntava ad agevolare i flussi commerciali e gli investimenti infrastrutturali tra Asia ed Europa. Oggi, invece, l'Unione Europea e l'Italia stanno erigendo barriere fiscali per un motivo preciso: proteggere i mercati interni.
Proteggere i mercati interni significa sgnaccarci l'ennesima tassa con l'ennesima scusa. In fondo però ce ne sono poche da pagare quindi ci sta no. :)


em

Riassunto dei deliri che stanno incarnandosi.

Oltre ai precedenti deliri riassunti nei prima 2 punti e ai problemi a cui logisticamente si andrà incontro (punti 3 e 4):

1- 3 euro di tassa e non per ogni pacco ma per ogni categoria merceologica contenuta nella spedizione;

2- 2 euro di tassazione nazionale per ogni pacco (che al momento sembra entrerà in vigore proprio in concomitanza con quella europea: vedere link sotto);

3- PostEurop (associazione che riunisce gli operatori postali pubblici europei) che ha chiesto alla Commissione UE di rinviare di 6-12 mesi la nuova riforma doganale sui pacchi e-commerce;

4- Associazione doganale tedesca (BDZ) che asserisce l'infrastruttura informatica sia del tutto inadeguata. "In alcuni casi, lavoriamo ancora con fogli di calcolo Excel";

ora si aggiunge un terzo vaneggiamento: da novembre una tariffa di gestione (handling fee), vedere link https://www.aircargoitaly.com/dhl-fedex-e-ups-chiedono-lintroduzione-graduale-delle-misure-ue-sui-piccoli-pacchi/ .

Allegramente allo sbando.
Che i cinesi cercheranno di trovare espedienti non ci sono dubbi, primo fra i quali l'ampliamento dei magazzini in europa, quello che risulta chiaro, almeno a me, è che il vecchio continente si dimostra una volta di più in balia di viziati degenerati incompetenti nonché spesso corrotti i quali percepiscono stipendi dorati, ciò li ha totalmente isolati dalla grande massa che pure hanno la pretesa di educare, qui si dovrebbero aprirebbe altri armadi per dimostrare la pochezza di queste classi dirigenti per cui evito.


Storm

Citazione.... percepiscono stipendi dorati, ciò li ha totalmente isolati dalla grande massa...
Infatti, a loro, che il più povero guadagna 1000 euro al giorno stando seduto, cosa può interessare di sborsare soldi in più ogni volta che acquista qualcosa. A pagare il salasso che loro stessi vogliono spetta solo a noi poveri cristi. Siamo costretti a pagare per loro decisione come se fossero i nostri padroni.

Denny

La ricetta è vecchia come il mondo, loro mettono la tassa e noi la paghiamo.

In questo caso la situazione è ancora più becera perché non si limita ad una tassa unica ma viene monetizzata moltiplicandola in base alla categoria merceologica.

A questo punto consiglio di aggiungerci altri 2 euro in base al peso, al colore, alla bellezza del prodotto e infine, visto che un giorno tali prodotti a fine vita finiranno nella spazzatura, anche una ulteriore tassa per lo smaltimento di prodotti provenienti dall'estero.

Basta un pò di fantasia è ogni tassa viene in mente, già che ci siamo mettiamone pure una al corriere, 10 centesimi per ogni volta che apre o chiude il portellone del furgone per prendere un pacco ma anche alla nostra porta di casa. çç45

Luigi_luigi

Citazione di: Denny il Mer 10 Giugno, 15:02 2026....

... anche una ulteriore tassa per lo smaltimento di prodotti proveniente dall'estero.
....


non dirlo troppo forte che qualcuno potrebbe prenderla seriamente  :))

Purtroppo questa tassa sarà solo l'ennesimo bancomat, come le accise sui carburanti, soldi che entrano senza fare nulla e che graveranno sulle tasche dei contribuenti.
Il bello è che il 99 % dei prodotti che si acquistano dalla Cina si trovano solo li, non è che con la tassa sono incentivato ad acquistare un qualcosa di "autarchico", semplicemente perché NON C'E'!!

Sono sicuro che i cinesi si inventeranno qualche escamotage per aggirare il problema, figuriamoci se una potenza mondiale del genere si fa intimidire da quei quattro scappati di casa che stanno a Bruxelles...

un saluto
Luigi
73 da IU0VJQ

Denny

Il bello è che questa tassa è pensata per tutelare i prodotti europei, peccato solo che buona parte di prodotti europei simili ai quelli cinesi non ne esistono quindi non ci sono alternative, o li compri dai cinesi o ti attacchi al tram.

Il bello 2 è che anche quando ci sono effettivamente delle alternative di prodotti europei a quelli cinesi, sono fatti in Cina pure questi.  ;D

em

Aggiornamenti, da qui https://www.money.it/pacchi-fino-150-euro-1-luglio-arriva-dazio-3-euro-per-articolo e qui https://www.partitaiva.it/tassa-3-euro-pacchi-e-commerce-extra-ue/

- La tassa di 2 euro italiana è stata congelata.

- Sui 3 euro della tassa europea si paga anche l'IVA (come è sempre stato ma di solito non ci si pensa) per cui per l'Italia, se non dico una stupidata, sarebbero in realtà euro 3,66.

- Pare che verrà integrata direttamente al checkout dell'acquisto, come già fanno oggi con IVA tramite sistema IOSS.

- Si ipotizza che Aliexpress e simili pensino di assorbire il costo aumentando la soglia per poter usufruire della spedizione gratuita.

- "A partire dal 1° novembre 2026 diventerà obbligatorio l'inserimento dei product identifiers (identificativi univoci di prodotto) per rafforzare l'analisi del rischio e contrastare i fenomeni di sotto-fatturazione."

Storm

Il senso di questi siti cinesi è proprio il prezzo basso di molti (ma non tutti) loro prodotti ma se il prezzo non è più basso allora non ha più senso comprare li. Se compro qualcosa che costa 3 euro e dopo devo pagare altri 3 euro per ogni potenziale prodotto è chiaro che tutto diventa assurdo, per 10 articoli diversi si potrebbe arrivare a una tassa di 30 euro più iva.

Curioso comunque che dicano di tutelare il mercato europeo ma a nostre spese. çç46

Luigi_luigi

Ma infatti sono tasse e basta, non tutelano nessun mercato, hanno solo trovato l'ennesimo appiglio dove spremere.
Alla fine continueremo tutti a comprare dalla cina perchè:
- la maggior parte delle cose le trovi solo li
- compro una ferrite ad un negozio in Europa? tra tasse, ricarico del venditore ( e comunque anche quella viene dalla Cina e non da qualche industria italiana) e il fatto che magari manco trovo quello che mi serve e devo girare a cercare quello che voglio, alla fine la prendo online in cina: anche pagandoci la tassa mi conviene.

Giocano su questo, sanno che tanto la gente continuerà ad acquistare da li e sanno quindi di poter contare su soldi sicuri.

Saluti tassati...  çç46

Luigi
73 da IU0VJQ

Storm

Hanno trovato il loro bancomat con i nostri soldi e le cifre del furto sono queste...

Quando la riforma entrerà in vigore, si stima che i consumatori europei pagheranno complessivamente oltre 12,5 miliardi di euro all'anno di sole tasse doganali fisse sui prodotti acquistati dalla Cina, ipotizzando una media prudente di un'unica categoria merceologica per ciascun pacco.

Se consideriamo che molti pacchi contengono prodotti di categorie diverse (es. abbigliamento e gadget elettronici), la cifra reale potrebbe facilmente superare i 15-20 miliardi di euro a livello europeo.

I calcoli dettagliati si basano sui dati ufficiali della Commissione Europea e sui volumi di vendita attuali.

çç19  çç13  çç49  çç1  çç29  çç09  ok--

Denny

Davvero un bel gruzzoletto che non si vogliono far sfuggire ma ormai è un brutto vizio che riguarda un pò tutti anche in contesti diversi, vedi quello che ti mette in conto il taglio della pizza, toast divisi a metà, le commissioni di servizio sui biglietti digitali (anche se l'intero processo è automatizzato e non richiede personale umano) ecc ecc.

Gli chiamano costi extra ma io la chiamo disonestà.

Storm

Quasi quasi metto 50 centesimi per chi vuole suonare il mio campanello di casa. çç7  Giusto per far parte dei buffoni.

Deltanove

Forse il trucco si baserà su questo:

Il nuovo dazio da 3 euro è una tassa pensata esclusivamente per le vendite dirette al consumatore (B2C) che viaggiano tramite piccoli pacchi individuali. Quando un venditore europeo porta la merce nei propri magazzini prima di vendertela, segue le regole dell'importazione commerciale di massa (B2B). Le differenze nella gestione dei costi e delle regole doganali spiegano perché il prezzo finale non subirà lo stesso rincaro fisso.

Detto più semplicemente, i cinesi apriranno i propri magazzini in Europa, cosa che già stanno facendo da tempo. Insomma basta che la C diventi B. :)

Storm

Anche se non fosse così, dei sistemi li troveranno lo stesso, pena un ridimensionamento epocale del mercato cinese, visto che, chi compra li lo fa più che altro per il prezzo e se questo viene a mancare tutto perde senso, certo è anche vero che moti prodotti non li trovi altrove ma la flessione sarebbe comunque enorme.

em


...È qui che la narrazione ufficiale comincia a incrinarsi. La regola tecnica prevede un aumento di tre euro per voce doganale, ma i controlli incrociati condotti nei giorni immediatamente successivi all'entrata in vigore del dazio raccontano rincari ben più consistenti. Un prodotto acquistato su AliExpress lo scorso aprile a 2,21 euro risultava, a inizio luglio, in vendita a 5,59 euro: un incremento superiore al 150%, a fronte di un dazio che sulla carta dovrebbe pesare tre euro per categoria merceologica e non sull'intero valore dell'articolo. Un esempio rappresentativo della fascia di prodotto (pochi euro, spedizione singola dalla Cina) che la riforma individua come bersaglio primario.
Il fenomeno non riguarda solo i micro-acquisti da un euro. Basta confrontare i prezzi di oggi con quelli di un mese fa su Temu, Shein e sui principali marketplace cinesi per accorgersi che gli articoli sotto i quattro euro sono praticamente scomparsi dai cataloghi. Il meccanismo che sembra essersi diffuso tra i venditori extra-Ue non replica fedelmente la logica «per categoria» pensata da Bruxelles: anziché applicare tre euro all'intero ordine quando i prodotti condividono la stessa classificazione doganale, molti operatori hanno semplicemente rincarato ogni singolo articolo. Il risultato pratico è che un acquisto di due prodotti a un euro l'uno, che in teoria avrebbe dovuto costare cinque euro totali comprensivi di dazio, ne costa oggi otto, perché il balzello viene di fatto scaricato su ciascun pezzo e non sull'ordine nel suo complesso...
https://www.corriere.it/tecnologia/26_luglio_06/chi-paga-la-tassa-da-3-euro-sui-pacchi-cinesi-bruxelles-le-piattaforme-ma-i-prezzi-di-amazon-temu-e-shein-dicono-il-contrario-5db2eafd-c659-407a-b867-ca9eacfc4xlk.shtml

Il reso online non sarà più davvero "gratuito".
Dal 1° luglio è entrata in vigore una novità destinata a incidere profondamente sul commercio elettronico: il dazio pagato all'importazione per i pacchi provenienti da Paesi extra UE e di valore inferiore a 150 euro non è più recuperabile quando il consumatore restituisce la merce per semplice ripensamento.
La modifica è prevista dal Regolamento delegato (UE) 2026/1022 della Commissione europea e impedisce di annullare la dichiarazione doganale dopo lo svincolo della merce nel caso di reso volontario o di mancato ritiro.
Ciò significa che, se il cliente acquista un prodotto, lo riceve e poi decide di restituirlo perché non gli piace o non lo vuole più, il prezzo del bene potrà essere rimborsato, ma il dazio versato all'ingresso nell'Unione europea resterà definitivamente acquisito.
Il rimborso dei dazi continua invece a essere possibile soltanto in due ipotesi:
• quando il dazio è stato applicato in eccesso o non era dovuto;
• quando la merce è difettosa o non conforme al contratto.
La novità riguarda soprattutto le grandi piattaforme di e-commerce extra UE, come Shein e Temu, che negli ultimi anni hanno fatto delle politiche di reso estremamente favorevoli uno dei principali strumenti di fidelizzazione dei clienti.
Per il momento il costo del dazio non ricade direttamente sul consumatore finale, ma sul venditore o sulla piattaforma. Tuttavia, è ragionevole attendersi una revisione delle politiche commerciali: resi gratuiti più limitati, finestre temporali più brevi, costi aggiuntivi o un incremento dei prezzi per compensare i maggiori oneri.
Il paradosso è evidente: il consumatore restituisce il prodotto e viene rimborsato, ma il sistema ha comunque incassato un dazio su una vendita che, di fatto, non si è mai perfezionata.
La stagione dei resi illimitati e senza costi potrebbe essere arrivata a un punto di svolta.
https://www.facebook.com/avvocatoangelogreco/posts/il-reso-online-non-sar%C3%A0-pi%C3%B9-davvero-gratuitodal-1-luglio-%C3%A8-entrata-in-vigore-una/1540958761374239/

Luigi_luigi

Secondo me, e non solo, molta gente, me compreso, diminuirà gli acquisti, eliminando il superfluo e limitandoli all'essenziale.

Citazione di: Storm il Ven 12 Giugno, 13:15 2026.....

Se consideriamo che molti pacchi contengono prodotti di categorie diverse (es. abbigliamento e gadget elettronici), la cifra reale potrebbe facilmente superare i 15-20 miliardi di euro a livello europeo.

I calcoli dettagliati si basano sui dati ufficiali della Commissione Europea e sui volumi di vendita attuali.

çç19  çç13  çç49  çç1  çç29  çç09  ok--


Giusti giusti quelli che servono per mandare avanti la NATO e arricchire i soliti noti... çç42

Non s se questi signori hanno considerato un piccolo dettaglio: molti acquisti che uno prima faceva "tanto costa due lire" e quindi magari neanche necessari, ora diminuiranno perchè il superfluo (che è tanto) subirà un drastico ridimensionamento e non so se i conti alla fine torneranno.

Da parte mia continuerò ad acquistare perché nonostante le gabelle la convenienza rimane ma di certo limiterò solo a ciò che davvero mi serve.
73 da IU0VJQ

em

Sito ufficiale della Commissione europea.
"La nuova misura contribuirà a creare una concorrenza più equa per le imprese dell'UE , a proteggere meglio i consumatori dai prodotti pericolosi , a contrastare le frodi doganali e ad affrontare le preoccupazioni ambientali legate al trasporto marittimo di massa.

L'UE sta lavorando per modernizzare le procedure doganali al fine di rafforzare il mercato unico e garantire che tutte le imprese che vendono nell'UE competano ad armi pari, nel rispetto degli standard di sicurezza e conformità dell'UE."

https://commission.europa.eu/news-and-media/news/ensuring-fairness-and-safety-eur3-customs-duty-low-value-parcels-2026-06-29_en

Le regole dei giochi - questo è uno dei tanti - si possono contestare ma obbligatoriamente non si può sfuggirle, è per cosi dire una astuzia della democrazia permettere che ci si sfoghi, non tanto perché nulla si può fare se non si sta al gioco ma perché così facendo i massimi sistemi (quale è il problema dei problemi se non la distribuzione oscena delle ricchezze? i dati Oxfam lo dimostrano) rimangono sempre confinati ai margini delle discussioni, pressoché sconosciuti, e ovviamente dai media trattati raramente e naturalmente per loro come irrisolvibili.
Se si segue questi inqualificabili burocrati per contestare punto su punto le loro ragioni si farebbe questo errore (non ne sono esente, chiaro).
Come si mantengono i giochi intatti? Mentendo, in molteplici modi, con trucchi dai più banali ai più fantasiosi che la mente umana abbia mai saputo concepire, per evitare che i propri simili, che disprezzano infinitamente, possano accorgersene.



Denny

Citazione"La nuova misura contribuirà a creare una concorrenza più equa per le imprese dell'UE , a proteggere meglio i consumatori dai prodotti pericolosi , a contrastare le frodi doganali e ad affrontare le preoccupazioni ambientali legate al trasporto marittimo di massa.
Verrebbe da rispondergli: E a me consumatore che pago già tasse accise e sovraprezzi dalla mattina alla sera che me ne frega di queste cose!

CitazioneL'UE sta lavorando per modernizzare le procedure doganali al fine di rafforzare il mercato unico e garantire che tutte le imprese che vendono nell'UE competano ad armi pari, nel rispetto degli standard di sicurezza e conformità dell'UE."
Verrebbe da rispondergli: E a me consumatore che pago già tasse accise e sovraprezzi dalla mattina alla sera che me ne frega di queste cose!

L'unica cosa che conta è che tutto questo bla bla bla lo paghiamo noi. Soldi facili dalle nostre tasche.




Storm

Citazione...e ad affrontare le preoccupazioni ambientali legate al trasporto marittimo di massa.
Ah ecco si, sulle preoccupazioni ambientali legate al trasporto marittimo non ci dormiamo la notte. çç45

IK10

Per evitare il dazio alla fonte, AliExpress ha accelerato l'utilizzo di hub e magazzini logistici situati in Europa (come in Spagna, Polonia, Francia o Italia). Se l'articolo è già stoccato in territorio UE e parte da lì, la tassa di 3 euro non si applica, indipendentemente dal fatto che il venditore sia cinese.

Per proteggere il mercato italiano, AliExpress ha stretto una partnership strategica con Poste Italiane. Questa mossa punta a potenziare la rete di logistica integrata, favorendo sia lo stoccaggio locale sia procedure di sdoganamento cumulative più veloci per ridurre l'impatto dei costi amministrativi.


Ciapa lì. ;)

em

31-7  https://orf.at/stories/3437819/

"Tassa sui pacchi: il servizio postale registra un calo del 40% proveniente dall'Asia
"Il numero di pacchi provenienti dall'Asia, soprattutto dalla Cina, che consegniamo in Austria è diminuito di circa il 40% nelle prime settimane", ha dichiarato il direttore delle Poste, Walter Oblin, secondo quanto riportato dall'"Oberösterreichische Nachrichten"

"A partire da novembre, tutti gli Stati membri dell'UE saranno tenuti ad applicare una tassa di gestione per i piccoli pacchi provenienti da paesi terzi (tra cui Cina, Regno Unito e Stati Uniti). Si sta valutando una tassa di due euro."


Si potrebbe aggiungere anche una tassa sull'aumento della CO2 dovuto ai trasporti, e sullo smaltimento dei prodotti che diverranno futuri rifiuti. Oh... ce n'è di opportunità siore e siori.


https://www.ajot.com/news/weekly-air-cargo-trends-july-13-to-19-2026?utm_source=chatgpt.com

Andamento settimanale del trasporto aereo merci – dal 13 al 19 luglio 2026

Nelle settimane a cavallo dell'entrata in vigore delle nuove norme UE sui dazi di importazione, il 1° luglio, i volumi di merci trasportate per via aerea da Hong Kong all'Europa sono crollati, registrando un calo di oltre il 20% a metà luglio rispetto ai livelli dello stesso periodo dell'anno scorso e di inizio giugno.

Secondo gli ultimi dati settimanali di WorldACD Market Data, il peso tassabile delle merci trasportate da Hong Kong all'Europa è diminuito di un ulteriore -5% nella settimana 29 (dal 13 al 19 luglio), registrando il quinto calo settimanale consecutivo. Ciò significa che i volumi da Hong Kong all'Europa sono diminuiti di quasi un quarto (-24%) rispetto alla stessa settimana dell'anno precedente.
.....
Il traffico dalla Cina continentale è diminuito di un ulteriore -2% su base settimanale nella settimana 29, dopo un calo del -9% nella settimana precedente


Aggiunta.

Le due fonti qua sopra le ho trovate a fatica cercando nei paesi Ue maggiori (Germania Francia Italia Spagna) e sospetto che stiano cercando di mantenere il silenzio più a lungo possibile sul calo drastico, in Polonia si trovano più siti che ne parlano, di seguito uno di quelli che secondo me dà indicazioni, velate o omettendo o più esplicitamente, in tal senso:

https://www.rp.pl/handel/art44838241-3-euro-oplaty-robi-swoje-mocny-spadek-liczby-przesylek-z-chin


...riferisce l'ufficio stampa di Poczta Polska...."Dal 1° luglio 2026 gestiamo le spedizioni provenienti da paesi extra UE in conformità con le nuove normative UE relative all'importazione di merci fino a 150 euro....è troppo presto per commentare eventuali cambiamenti nel comportamento dei clienti o l'impatto delle nuove normative sui volumi di spedizione nel mercato dello shopping online", aggiunge.

Anche InPost ha mantenuto il silenzio. "Essendo una società quotata in borsa, non forniamo dati dettagliati sui volumi di spedizione", spiega l'azienda.


Tralasciando la supercazzola dell'ultima riga:
"Il calo a doppia cifra delle spedizioni dalla Cina non è più una correzione di facciata, ma un vero e proprio crollo nel flusso di miliardi di pacchi all'anno. Questo calo potrebbe accentuarsi ulteriormente prima che il mercato trovi un nuovo equilibrio", afferma Sebastian Błaszkiewicz, esperto di Univio. " Con un volume di circa 5,8 miliardi di pacchi di e-commerce provenienti da fuori dell'UE ogni anno, la stragrande maggioranza dei quali dalla Cina, un calo del 20% significa oltre un miliardo di spedizioni in meno all'anno, ovvero un pacco su cinque che scompare dai sistemi doganali, dai centri di smistamento e dalle reti dei corrieri ", aggiunge, sottolineando che nella prima fase si assiste al tipico shock successivo a un cambiamento delle regole. "I consumatori iniziano a fare i conti con il costo totale, alcuni abbandonano i carrelli della spesa, cercando alternative locali, e gli operatori logistici segnalano un calo a doppia cifra delle piccole spedizioni dalla Cina". Questo effetto potrebbe diventare ancora più pronunciato finché le piattaforme non riorganizzeranno le proprie catene di approvvigionamento (più magazzini nell'UE, percorsi diversi, raggruppamento delle spedizioni) e finché i clienti non svilupperanno nuove abitudini tra gli acquisti dalla Cina e le offerte locali, sottolinea.

Denny

CitazioneSi potrebbe aggiungere anche una tassa sull'aumento della CO2 dovuto ai trasporti, e sullo smaltimento dei prodotti che diverranno futuri rifiuti.
A questo punto tanto vale mettere altri 2 euro per il CO2 generato dalle scoregge dei camionisti (e altri 2 euro per i peti) che traportano merce proveniente dall'estero che costa meno di 150 euro. Ma che cavolo si inventano. çç30

Storm

Battute a parte, quando si tratta di tassare o fare soldi si sta presto ad andare sul ridicolo, vedi la tassa di soggiorno oppure il ticket d'ingresso a Venezia o in altri luoghi con la scusa dell'overtourism. Possono dire quello che vogliono ma lo scopo finale è solo quello di fare cassa monetizzando.


em

Il primo marzo 2026 in Francia era entrata in vigore la tassa francese da 2 €, poi sostituita da quella europea da 3 euro.

"La tassa sui piccoli pacchi ci ha fatto perdere il 95% del nostro fatturato", si lamenta un titolare.
La Clevy Links, l'azienda di Frédéric Campagnac specializzata nello sdoganamento di pacchi per l'e-commerce presso l'aeroporto di Roissy, ha subito un crollo verticale dal 1° marzo
....gli aerei che trasportano questi prodotti non atterrano più in Francia, ma in Belgio o nei Paesi Bassi.

https://www.leparisien.fr/economie/consommation/shein-temu-aliexpress-la-taxe-sur-les-petits-colis-nous-a-fait-perdre-95-de-notre-activite-grince-un-patron-17-03-2026-GIBX6XXKGRHYFAPQV5EFZELU6U.php?utm_source=chatgpt.com

https://www.facebook.com/franceinfo/videos/taxe-sur-les-petits-colis-des-entreprises-fran%C3%A7aises-%C3%A0-larr%C3%AAt/3234634626711057/

Secondo quanto dichiarato dal deputato Julien Guibert all'Assemblée nationale, Clevy Links avrebbe visto il volume dei pacchi diminuire da circa 200.000 a 10.000 al giorno e avrebbe licenziato oltre 100 dipendenti.


La nostra squadra è tornata a trovare la dirigenza di questa azienda. Due mesi dopo, le sue attrezzature sono ancora ferme. I pallet si accumulano e persino gli sportelli doganali hanno iniziato a impolverarsi. " " Siamo ancora a 0 " ", si lamenta Frédéric Campagnac, fondatore e CEO di Clevy Links, davanti alla nostra telecamera. " " Questo significa che dal 1° marzo siamo a 0,0. Quindi, di fatto, abbiamo iniziato a tagliare posti di lavoro " ".

Dei 96 dipendenti, si prevede che solo una ventina rimarranno entro la fine di maggio. "

Il nostro team ha portato questo messaggio direttamente al governo durante una visita del Ministro del Commercio Serge Papin, il quale mantiene la sua posizione. Per lui, l'abolizione della tassa non è contemplata: " " No, no, ascoltate, dobbiamo rafforzare la nostra lotta. Non prenderemo improvvisamente provvedimenti che ci farebbero apparire deboli. Quindi ci assumeremo le nostre responsabilità " ", ha risposto
Il governo è soddisfatto di costringere le piattaforme asiatiche ad adattarsi, a dimostrazione, a loro dire, che la tassa le sta danneggiando. Promettono addirittura che presto non avranno più alcun incentivo a utilizzare i paesi limitrofi. Quanto alle aziende costrette a licenziare il personale, Serge Papin assicura loro che " le cose torneranno alla normalità: questa tassa sarà implementata in tutta Europa a partire da novembre. Quindi non potremo evitarla ".
Il ministero non ha voluto comunicarci quanto l'introduzione della tassa abbia finora incassato, rispetto ai 400 milioni di euro inizialmente previsti.

https://www.tf1info.fr/economie/reportage-on-a-commence-a-faire-des-suppressions-de-postes-la-taxe-sur-les-petits-colis-continue-d-ebranler-des-entreprises-francaises-2440369.html?utm_source=chatgpt.com


Situazione tragicomica, le dichiarazioni del ministro sono spassose, sembra di essere in Italia.
E la mancanza di dati in qualsiasi paese si voglia fare la ricerca conferma sempre più che c'è la volontà di celare quello che sta avvenendo.

AGGIUNTA.

A proposito di Papin ministro delle Piccole e Medie Imprese, del Commercio, dell'Artigianato, del Turismo e del Potere d'Acquisto, faccio fare il sunto da una IA:

Serge Papin è un manager francese che ha ricoperto incarichi di rilievo nell'ecosistema della famiglia Mulliez ed è stato considerato vicino ai suoi vertici.
Attualmente mantiene un ruolo in Creadev, la società di investimenti della famiglia Mulliez, proprietaria anche di marchi come
Auchan – supermercati e ipermercati.
Decathlon – articoli sportivi e abbigliamento per lo sport.
Leroy Merlin – bricolage, edilizia, arredamento e giardinaggio.
Kiabi – abbigliamento per tutta la famiglia.
Norauto – manutenzione, riparazione e accessori per auto.
Boulanger – elettronica, informatica ed elettrodomestici.
Electro Dépôt – elettronica ed elettrodomestici a prezzi scontati.
Jules – abbigliamento e accessori da uomo.
Flunch – ristorazione self-service.
Saint Maclou – pavimenti, parquet, moquette, tappeti, tende e rivestimenti per la casa.
Il suo rapporto con i Mulliez è quindi ancora di natura professionale, anche se non ricopre più ruoli operativi ai vertici di Auchan.

Come si può capire non c'è un conflitto di interessi, Creadev/Papin mai si sognerebbe di far flettere gli acquisti diretti dei cittadini dalla Cina, soprattutto perché è ministro anche del "Potere d'acquisto"....poveri noi, prendono anche per il sedere, irridono...

Storm

Chiaramente chi lavora nel settore delle consegne avrà gravi conseguenze e ad avvantaggiarsene saranno solo i grandi gruppi che si mangeranno i piccoli corrieri e ovviamente prevale il chi se ne frega della politica.

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