Autore Topic: Introduzione modifiche all'Allegato 25 in discussione al MiSE maggio 2022  (Letto 458 volte)

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Offline Elio

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Appena visto ieri sul video tubo un video fatto dal bravo IU2IKE dal quale riporto il link fonte riportato da IZ0RIN sul suo sito web

http://www.formatradio.it/alessandroachille/?p=5285&fbclid=IwAR1N088BEaRfQQEKd5PIhN1eL0K5N0qEdHxNB06KTnY5NqmRfKBZhZPwD7U

sembra ci siano alcune modifiche all'allegato 25 già sul tavolo della discussione da parte del Ministro del MiSE Giorgetti, alcune di secondaria importanza ma altre sostanziali per il mondo radioamatoriale.



Offline IW3HQD

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Dunque, ragioniamo con calma.
Sono almeno 25 anni che sento parlare della tassazione dei ponti ripetitori e addirittura dell'innalzamento del contributo annuo di 5 euro a una cifra mai realmente quantificata (si parlava di 50mila lire, poi di 50 euro... vedete un po' voi da quanto va avanti questa manfrina) con la scusa di equipararci a normali radio-utilizzatori e non radio-sperimentatori.

Veniamo a quanto riportato nel blog linkato da Elio. Vi avviso che non ci andrò giù leggero.

1) Tassazione dei ponti radio.
Per me ogni ponte radio in meno è solo una buona notizia.
Prima di stracciarci le vesti, domandiamoci: cosa sono diventati i ponti radio oggi? I QSO davvero tecnici si sono ridotti a pochi sparuti esemplari, un po' come le tigri del Bengala, sempre sotto tiro dei tantissimi cacciatori che li coprono a suon di portanti, rutti, bestemmie che servono in realtà solo a coprire la loro pochezza di uomini.
Il proliferare di ponti, trasponder, link e altri simpatici aggeggi ha reso di fatto difficile la coesistenza tra associazioni. Anzi, peggio: è servito come scusa per andare a infastidire i "vicini di casa". Un esempio? Il sistema IR3DI ARI Monte Grappa che è stato tirato in mezzo come terzo incomodo in una lotta tra ARI Udine e CISAR Pordenone, il quale ha pensato bene di accendere un link al trasponder nazionale sulla frequenza di uscita ponte del 3DI, con inevitabili problemi....
Del resto, dopo tutti questi anni di indolenza delle nostre associazioni rappresentative nelle sedi istituzionali, volete ancora che ci considerino come validi interlocutori?? Abbiamo, insomma, ciò che ci meritiamo.

2) Abolizione del contributo annuo.
Ben venga! I 5 euro/anno sono un retaggio della tassa che si pagava quando ancora l'AG si chiamava "licenza" (ed era molto meglio...).
La sua abolizione non ci equipara a niente e a nessuno: non sono 5 euro di carità che fanno la differenza tra noi e il resto del mondo. La vedo invece molto più semplicemente come una rottura di balle di meno soprattutto quando devi produrre la documentazione per il rinnovo decennale, col rischio di perdere le attestazioni dei versamenti. Anzi, a questo punto tanto vale che la AG diventi come la patente: cioè non abbia scadenza e sia legata alla vita del radioamatore.

3) Innalzamento presunto delle quote associative di iscrizione.
Egoisticamente, potrei dire che non mi riguarda. Tanto, per quello che mamma ARI mi è servita, ho sempre preferito arrangiarmi da solo. Con risultati molto molto migliori. ARI non mi rappresenta, così come non mi rappresenta il CISAR: la spaccatura insanabile creata negli anni Novanta tra i radioamatori si riverbera ancora oggi sull'intera categoria ed è costata milioni di vecchie lire in cause legali che non hanno portato a niente, se non a inasprire l'astio. Taccio sulla incredibile indolenza con cui NON si è affrontato il problema-Baofeng e la sua proliferazione in mano ai non autorizzati: ne abbiamo già parlato.

4) Esami delegati alle associazioni
Cosa cambia? Barzelletta sono adesso, barzelletta continueranno a rimanere! A chi parla di "inciucio", rispondo: excusatio non petita, accusatio manifesta. E' finita da troppo tempo la concezione di licenza come concessione governativa; è finita da ancor di più l'esigenza di certificare Radioamatori che siano realmente tali e che quindi abbiano una minima conoscenza del mondo in cui si andranno a muovere. Certi topic aperti anche su questo forum da "pseudo-radioamatori" che confondono una resistenza con un condensatore, che parlano di potenza in Ampere o che semplicemente non sanno programmare lo shift in una radio sono una testimonianza importante su quello che NON siamo più. Per cui, anche se vogliamo andare a fare gli esami al chiosco del paninaro per me sta bene: magari ci divertiamo di più.

Tutto il resto non mi riguarda. Il giorno che l'etere diventerà invivibile (e non manca poi molto...) ho comunque altri hobby che mi terranno compagnia, dal tiro a segno al tiro al piattello all'outdoor in montagna.
73 de IW3HQD

Offline IW3HQD

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Azz....e io che ho "parcheggiato" temporaneamente piattelli e tiro a segno per immergermi totalmente  nel Neri che faccio ora....? Chiudo il libro...?
MAI!
Si combatte sempre fino all'ultima cartuccia e, finite quelle, si passa alla baionetta!!  çç16
73 de IW3HQD

Offline Elio

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purtroppo stavo modificando adesso  il post...
Aggiungo (al mio post pseudo scomparso)
a mio parere ben venga ipoteticamente un restringimento delle regole con anche qualche balzello monetario in più, a patto ovviamente che ci sia anche un irrigidimento dei controlli e delle relative sanzioni, altrimenti, un baofeng costa tre soldi e ci fai quello che vuoi

Offline IW3HQD

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purtroppo stavo modificando adesso  il post...
Aggiungo (al mio post pseudo scomparso)
a mio parere ben venga ipoteticamente un restringimento delle regole con anche qualche balzello monetario in più, a patto ovviamente che ci sia anche un irrigidimento dei controlli e delle relative sanzioni, altrimenti, un baofeng costa tre soldi e ci fai quello che vuoi
Purtroppo la tendenza sta andando in senso opposto. Perché?
Perché per taluni ispettorati noi siamo una voce "in perdita": occupiamo gratuitamente frequenze che il MISE potrebbe piazzare ad altri in modo decisamente più redditizio, a partire da quelle in cui siamo a statuto secondario per arrivare ad altre dove non c'è quasi mai attività.
Controlli? Nel corso degli anni i vari tagli in bilancio hanno toccato anche il vecchio caro Escopost. I primi a chiudere sono stati i Centri Ascolto Radio delle prefetture, ma parliamo degli anni Ottanta, passata l'emergenza del terrorismo. Oggi le attività di controllo (leggi ispezioni) sui radioamatori sono praticamente zero e se proprio qualcuno si deve muovere, bisogna averla combinata davvero grossa.
Risultati: le frequenze sono diventate una giungla. E non mi riferisco solo alle VHF, dove il problema c'era già trent'anni fa, sebbene in proporzioni minori. Mi riferisco anche alle onde corte, 40 metri in testa.
Chiudiamo? NO. Decisamente NO. Ma dobbiamo imparare ad adeguarci a un mondo radiantistico completamente cambiato. Sta a noi riconoscerci in esso oppure migrare verso altri lidi.
73 de IW3HQD

Offline IU8QGL

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Cit. anonima: I PONTI SERVONO SOLO PER LE EMERGENZE!

MISE: Pagateli che dei vostri ponti non frega niente a nessuno.

Credo che più riassunto di così, il concetto non potevo scriverlo.

Personalmente i ponti li uso, appena li cominceranno a dismettere mi attrezzerò con un nodo e andrò solo in digitale. E poi ci si chiede perchè siamo sempre meno.

Offline Urbano

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E’ chiara l’intenzione dello stato di sbarazzarsi finalmente e una volta per tutte dei radioamatori riducendoli semplicemente a una sorta di CB ma più privilegiati, d’altronde organizzare le sessioni d’esame e tutto il resto è solo uno spreco di tempo e denaro visto che alla fine non hanno alcun riscontro economico, insomma il denaro prima di tutto tant'è vero che vogliono anche mettere nuove tasse (e che tasse) a riguardo dei ripetitori e perfino 400 euro per le stazioni beacon.

Citazione
vi immaginate cosa significherebbe delegare le associazioni nazionali alla gestione degli esami e al rilascio delle patenti?
Le associazioni e iniziare dall’ARI avranno già la bava alla bocca visto che si assorbiranno tutti i nuovi esaminandi e che di conseguenza diverranno tutti potenziali nuovi soci facendo schizzare alle stelle gli introiti annuali e quindi i numeri e di conseguenza il potere interno.

Vorrei anche fare una puntualizzazione sui ripetitori perché a leggere qui sembra siano una specie di Bronx. Noi ne abbiamo attivato uno sette anni fa nel nostro paese e per noi radioamatori della zona è come oro colato perché ci consente di comunicare tra portatili e stazioni mobili anche in situazioni critiche e di fatto lo usiamo quasi tutti i giorni, è un supporto eccezionale e non mi va che si parli male in modo generico dei ripetitori per colpa di pochi che non si comportano in modo corretto. La colpa non è mai dei ripetitori, questi non hanno un’anima o una voce, sono le persone a comportaresi male con o senza ripetitori.

Offline IW9BID

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C'è poco da aggiungere, come voi avete già scritto a me poco interessa l'eventuale aumento del canone (Tassa) anche se ciò in Italia non comporterà un miglioramento di niente perchè è così in tantissimi campi.
Invece la cosa è bella anzi simpatica per l'aumento del balzello (se passa) sui ponti che tutto sommato è poca cosa ma questo potrebbe scoraggiare e dismettere molti inutili ponti compresi quelli nuovi e gli Echo Link.
Infatti oggi basta creare una associazione di soli 2 radioamatori per chiedere una concessione per attivare un ponte ed il Mise quasi sempre rilascia l'autorizzazione.
Per quanto riguarda la fame di frequenze non ci sono dubbi che da anni rosicchiano da tutte le parti, ma attenzione possono in questo bel paese toglierci dalla fettina fino alla bistecca ma a livello internazionale di sicuro saranno problemi per il Mise con gli altri stati confinanti a meno che diventiamo come il paese despota del momento cosa non troppo remota.

Ps; sarebbe ora di fare un poco di pulizia di inutili ponti ed echo link .

Saluti per tutti.
Alfio   
73 de IW9BID

Offline IW3HQD

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E’ chiara l’intenzione dello stato di sbarazzarsi finalmente e una volta per tutte dei radioamatori riducendoli semplicemente a una sorta di CB ma più privilegiati, d’altronde organizzare le sessioni d’esame e tutto il resto è solo uno spreco di tempo e denaro visto che alla fine non hanno alcun riscontro economico, insomma il denaro prima di tutto tant'è vero che vogliono anche mettere nuove tasse (e che tasse) a riguardo dei ripetitori e perfino 400 euro per le stazioni bacon.
Aggiungiamo poi che il fattore-risparmio è bene stato evidenziato con le sessioni d'esame fatte e-learning....

Citazione
Le associazioni e iniziare dall’ARI però avranno già la bava alla bocca visto che si assorbiranno tutti i nuovi esaminandi e che di conseguenza diverranno tutti potenziali nuovi soci facendo schizzare alle stelle gli introiti annuali e quindi i numeri e di conseguenza il potere interno.
Già vedo lo scannatoio che si concretizzerà con quelle associazioni "defraudate" da questa possibilità data in chiave monopolistica....

Citazione
Vorrei anche fare una puntualizzazione sui ripetitori perché a leggere qui sembra siano una specie di Bronx. Noi ne abbiamo attivato uno sette anni fa nel nostro paese e per noi radioamatori della zona è come oro colato perché ci consente di comunicare tra portatili e stazioni mobili anche in situazioni critiche e di fatto lo usiamo quasi tutti i giorni, è un supporto eccezionale e non mi va che si parli male in modo generico dei ripetitori per colpa di pochi che non si comportano in modo corretto. La colpa non è mai dei ripetitori, questi non hanno un’anima o una voce, sono le persone a comportaresi male con o senza ripetitori.
Purtroppo un imbecille fa più notizia di dieci educati. Ma la situazione è sotto gli occhi (pardon, le orecchie) di tutti, basta farsi un giretto sui ponti. E in ogni caso, il problema l'ho evidenziato anche in HF. Mi si consenta un cavillo: il ponte radio "indispensabile" perché consente collegamenti tra portatili e veicolari in situazioni orografiche particolari mi va benissimo. Va sempre analizzato l'uso che se ne fa: il nostro regolamento prevede che l'attività radio verta su argomenti tecnici, prove e sperimentazioni. Quando i contenuti dei QSO vertono sulla sagra della porchetta, sulla coltivazione della brassica o sull'allevamento del maiale selvatico, il senso del ponte radio viene snaturato (la stessa cosa vale anche per la frequenza "diretta", si intende...). Ripeto, siamo sempre stati noi gli artefici del nostro destino, sia nel bene che nel male.
73 de IW3HQD

Offline IU8QGL

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Urbano, i ripetitori sono una cosa utile e molto bella dal punto di vista radiantistico, il problema rimane sempre chi li usa e li gestisce.

Ti pare normale che nel 2022 si debba ancora sentire che "devono essere usati per le emergenze" e non per mettere in comunicazioni stazioni che in diretta non potrebbero mai comunicare?

Secondo te quante sezioni delle associazioni deputate a fare l'esame finiranno sotto la lente d'ingrandimento della magistratura appena inizieranno a svolgere esami?

Vogliamo avere un peso specifico maggiore? Cominciamo a ridimensionare quello che abbiamo adesso perchè ci sentiamo troppo importanti per quello che siamo. E riconosciamolo, tu vedresti i radioamatori a gestire un'emergenza? Io ho il terrore solo a pensarci. Ha difficoltà chi lo fa di mestiere e vorremmo farlo noi?

Offline IW3HQD

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Urbano, i ripetitori sono una cosa utile e molto bella dal punto di vista radiantistico, il problema rimane sempre chi li usa e li gestisce.

Ti pare normale che nel 2022 si debba ancora sentire che "devono essere usati per le emergenze" e non per mettere in comunicazioni stazioni che in diretta non potrebbero mai comunicare?

Secondo te quante sezioni delle associazioni deputate a fare l'esame finiranno sotto la lente d'ingrandimento della magistratura appena inizieranno a svolgere esami?

Vogliamo avere un peso specifico maggiore? Cominciamo a ridimensionare quello che abbiamo adesso perchè ci sentiamo troppo importanti per quello che siamo. E riconosciamolo, tu vedresti i radioamatori a gestire un'emergenza? Io ho il terrore solo a pensarci. Ha difficoltà chi lo fa di mestiere e vorremmo farlo noi?
Quoto.
In particolare, la parte evidenziata mi ha fatto venire in mente un episodio che mi capitò nel 1995 circa. Si trattò di un'evacuazione per rimozione di un ordigno bellico. In strada, oltre agli addetti ai lavori specializzati, anche la protezione civile e le varie associazioni di volontariato sanitario per i compiti di specifica competenza. Al COM (Centro Operativo Misto) della prefettura ci andammo anche noi radioamatori per gestire i colleghi che si trovavano in strada ai margini della zona evacuata, con compiti di ausilio alla PC che non disponeva di una propria rete radio.
Il prefetto venne a vedere il COM: c'era la P.S., c'era il 118, c'eravamo noi. "E questi chi sono?" chiese meravigliato. "Sono i radioamatori, eccellenza". "E cosa devono radioamare??" andandosene via con aria di schifata supponenza....
73 de IW3HQD

Offline VFO-160

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Il prefetto venne a vedere il COM: c'era la P.S., c'era il 118, c'eravamo noi. "E questi chi sono?" chiese meravigliato. "Sono i radioamatori, eccellenza". "E cosa devono radioamare??
Se è per quello me lo chiedo anch’io. Cosa centrano i radioamatori con certe cose? Ma non sarebbe meglio di finirla con questa storia della protezione civile e delle emergenze che devono per forza buttarci in mezzo i radioamatori! Io mica sono diventato radioamatore per seguire gli eventi e le disgrazie, vorrei solo fare la mia attività radiantistica, saldare costruire e scambiare pareri e opinioni usando questo fantastico mezzo che è la radio.

Per il resto della discussione io spero che alla fine rimanga tutto com’è che va bene comunque altrimenti sarà l’inizio della fine, radioamatori come cb e tasse per ogni cosa non è un futuro roseo, tra poco salterà fuori qualcuno che imporrà anche il QSOmetro a 1 euro al minuto.

Offline IU8QGL

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Aggiungiamo alcuni di quelli che citava Alfio? Quelli che si fanno l'associazione in due, richiedono frequenze per installare ponti senza poi montarli e vogliono solo occupare frequenze? O peggio ancora, quelli che sono in un'associazione insieme, litigano e si creano la loro per aggiungere divisioni alle divisioni.

Non è questo lo spirito radiantistico, ed è normale che ad un certo punto venga dato un taglio. Ma prendersela col MISE è sbagliato, prendiamocela con chi ha portato a tutto questo. Tralascio il discorso HF perchè non è attinente al topic ma anche li ci sarebbe molto da parlare.

Dopo aver preso la patente ho iniziato a capire perchè molta gente dopo anni di attività ha abbandonato la radio, non era per mancanza di amore per essa ma perchè si è disinnamorato di quello che circonda la radio.

Offline IU8QGL

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Il prefetto venne a vedere il COM: c'era la P.S., c'era il 118, c'eravamo noi. "E questi chi sono?" chiese meravigliato. "Sono i radioamatori, eccellenza". "E cosa devono radioamare??
Se è per quello me lo chiedo anch’io. Cosa centrano i radioamatori con certe cose? Ma non sarebbe meglio di finirla con questa storia della protezione civile e delle emergenze che devono per forza buttarci in mezzo i radioamatori! Io mica sono diventato radioamatore per seguire gli eventi e le disgrazie, vorrei solo fare la mia attività radiantistica, saldare costruire e scambiare pareri e opinioni usando questo fantastico mezzo che è la radio.

Se succedesse quello che hai scritto e ho riportato in grassetto, sarebbe un bene per la radio. Ma poi che scusa si userebbe per dire che i ponti devono essere lasciati liberi?

Offline VFO-160

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Ma poi che scusa si userebbe per dire che i ponti devono essere lasciati liberi?
Ma chi lo dice? I ponti devono essere usati altro che lasciati liberi sennò che ci stanno a fare.

Offline IW3HQD

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Ma poi che scusa si userebbe per dire che i ponti devono essere lasciati liberi?
Ma chi lo dice? I ponti devono essere usati altro che lasciati liberi sennò che ci stanno a fare.
Glielo vada a dire a certi "soloni" che credono di essere gli unici autorizzati all'uso del ripetitore....
R3 Vicenza, qualche anno fa: faccio chiamata per parlare con un collega che in diretta non sentivo più. Se ne esce un tizio che mi intima di lasciare la frequenza libera. Gli chiedo il motivo, ma soprattutto gli chiedo il suo QRZ. Questo insiste col dire che il ponte va lasciato libero "per emergenza"; ribadisco il mio indicativo e gli chiedo se c'è qualche emergenza in atto, ma soprattutto gli richiedo ancora il QRZ. Nel frattempo, arriva anche il collega che, molto meno avvezzo alla diplomazia, lo manda beatamente affanzum. Fine della breve storia triste.
73 de IW3HQD

Offline VFO-160

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A volte succedono cose che sembrano dettate dalla pazzia, una situazione simile era successa su di un ripetitore di Udine dove un OM di passaggio si era messo a fare una chiamata quando ad un certo punto è arrivato un tizio di una sezione ARI di zona che gli ha detto che quel ripetitore deve essere usato solo dai soci ARI! Può sembrare una leggenda metropolitana ma vi assicuro che è successo veramente.

Offline Carlos

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Buona sera a tutti.

Ogni tanto esce lo spauracchio del cambio delle normative e ogni volta c’è da rimetterci qualcosa perché come sempre si introducono restrizioni o tasse aumentate o aggiuntive oppure decisioni che di fatto non hanno neppure un senso logico, nulla di nuovo insomma, rimane solo da capire se questi cambiamenti verranno veramente attuati e nelle modalità descritte, tanto l’essere umano, dopo lo shock iniziale, ha la capacità di adattarsi a qualsiasi cosa anche alle follie degli stessi esseri umani.

Offline ziorick2018

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Rispondo a tutti seguendo i punti di IW3HQD

1) Tassazione dei ponti radio.
Sarà che io sono per il "pochi ma buoni". Qui in zona 0 ci sono ponti radio DESERTI, completamente vuoti, alcuni che compaiono e scompaiono così come cambia il vento. Trovare 2 persone su uno, 2 sull'altro, 1 su un altro che chiama e risponde nessuno... è deprimente. Ancor peggio l'andare a cercare QSO tecnici. Va bene anche l'aspetto tecnico della "parmigiana della zia" ma ogni tanto di antenne, ritrovati ed opinioni non sarebbe male parlarne.
RU18 ormai irraggiungibile e comunque era vuoto, RU15 come sopra, RU5 usato solo la mattina, RU12 usato da quei matti dei radioastronomi (dei quali mi pregio far parte). Una tassazione "giusta" contribuirebbe ad una riduzione del numero e forse ad un aumento della qualità... Ancor prima della tassazione sarebbe giusto una progressione qualitativa, ma... ci vorrà decenni.

2) Abolizione del contributo annuo.
I soldi del contributo annuo SE servissero davvero a foraggiare organi di controllo, SE garantissero una norma... direi no all'abolazione. Ma allo stato attuale, tanto vale togliere il contributo, tanto non serve a nulla.

3) Innalzamento presunto delle quote associative di iscrizione.
Io sono un cane sciolto (così qualche associato mi ha definito)... Comando, giustamente a casa mia, con la mia etica e le mie regole. E le sappiamo tutti... quindi perché associarsi alla ricerca della pietra filosofale? Qualora serva una petizione... mettiamola su e presentiamola, non serve una associazione ufficiale (due poi mi vien da ridere).

4) Esami delegati alle associazioni
Taccio. Potrei diventare offensivo ed essere tacciato per intollerante... Ma 2 parole ed una congiunzione mi scappano dalle dita: LEGGE DI OHM. E qui mi rimetto zitto.

Si chiacchiera di queste cose nelle varie modifiche, ma... della banda dei 4 metri? Zitti tutti... non c'è interesse. Per l'inutilizzazione della 43 MHz? Visto che non è usata da nessuno perché non "regalarla" ai radioamatori? Ai tempi sembrava la seconda CB, ora... nemmeno un cane.
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Offline Elio

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quindi praticamente un radioamat...ehm..scusate...un radioUTILIZZATORE patentato allo stato attuale usufruisce di una rete di ponti a disposizione.....

Offline ziorick2018

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Parlare di una "rete di ponti" è... un parolone! Diciamo che ci sono dei ponti radio a disposizione e che qualcuno è connesso ad altri. Questo per l'analogico. Per il mondo digitale DMR ci sono ben DUE reti (o 3) che linkano i propri ponti tra loro, in modo che dalla Val d'Aosta si parli a Reggio Calabria semplicemente agganciando il ponte sul giusto TG (gruppo) ed il gioco è fatto.
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Offline IU8QGL

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Parlare di una "rete di ponti" è... un parolone! Diciamo che ci sono dei ponti radio a disposizione e che qualcuno è connesso ad altri. Questo per l'analogico. Per il mondo digitale DMR ci sono ben DUE reti (o 3) che linkano i propri ponti tra loro, in modo che dalla Val d'Aosta si parli a Reggio Calabria semplicemente agganciando il ponte sul giusto TG (gruppo) ed il gioco è fatto.

Ed è quello che, a mio parere, sarà il futuro, il digitale. Io per primo, appena ho la possibilità di crearmi un mio nodo c4fm, in analogico smetterò di modulare se non per per qualche sporadico QSO con qualche amico.

Offline Carlos

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quindi praticamente un radioamat...ehm..scusate...un radioUTILIZZATORE patentato allo stato attuale usufruisce di una rete di ponti a disposizione.....
La rete dei ripetitori digitali D-STAR DMR e C4FM è una rete a livello mondiale oltre che interconnessa con i tre sistemi, basta scegliere la stanza detta anche room, TG ecc e con il tuo portatile da dentro casa ti ritrovi a parlare ad esempio con un giapponese in autostrada piuttosto che con un americano nel suo ranch.

Esiste inoltre anche la controparte analogica, ovvero il link nazionale CISAR attivo ormai dalla notte dei tempi.

Come sempre poi ognuno vede le cose a modo proprio, chi dice che questo non è fare radio visto che si passa per internet e chi lo vede il futuro della radio, io invece, e modestamente non mi sbaglio, dico che è solo uno dei tanti sistemi che i radioamatore ha a disposizione, poi che piaccia oppure no conta poco o nulla, nessuno è obbligato a usare un sistema che non gli piace.

Citazione
Qui in zona 0 ci sono ponti radio DESERTI, completamente vuoti, alcuni che compaiono e scompaiono così come cambia il vento. Trovare 2 persone su uno, 2 sull'altro, 1 su un altro che chiama e risponde nessuno... è deprimente.
Domanda: perché forse venti o trent’anni fa c’erano le sagre dei radioamatori sui ponti? E’ la natura stessa dei ripetitori, si usano solo quando è necessario ed è normale che la maggior parte siano silenziosi.

Non dimentichiamo però che ce ne sono anche alcuni quasi perennemente occupati e parlo di ripetitori analogici sia in VHF che UHF, anzi io ci sono quasi tutti i giorni e francamente non vedo tutto questo deserto ma non c’è nemmeno in diretta ma forse come dice il detto, paese che vai gente che trovi.

Offline IU8QGL

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Carlos ti dico la mia esperienza di giovane radioamatore. Circa tre anni fa ho iniziato a fare ascolto, e non c'era giorno che non ci fosse un QSO da ascoltare. Oggi, ti posso dire che se avessi iniziato adesso, avrei mollato tutto, settimane intere senza un QSO e desolazione. I ponti? I ponti abbiamo iniziato a usarli noi, sennò prima si ascoltava solo il beacon e ogni tanto qualche QSO di qualcuno di passaggio, sennò solo dirette per evitare di usarli i ponti. Quindi di che stiamo parlando? Io non ho un'esperienza tale da esprimere un giudizio preciso, ma in tre mesi mi sono reso conto che il problema non sono le associazioni o il MISE, il problema è la testa del radioamatore. E se non cambiamo tutti modo di relazionarci fra noi, fra 10 anni saremo il 30% di quelli che siamo adesso.

Offline Carlos

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Come per molte cose si va a periodi, volte c’è molto e a volte c’è poco, attenzione però, a parte che, come dicevo in precedenza, io non vedo tutta questa desolazione tantomeno che dura da anni, bisogna però dire che negli ultimi anni molto del traffico è stato veicolato su ripetitori digitali e qui di traffico ce ne sempre molto anche in considerazione che si tratta di sistemi nazionali e non più locali con un conseguente bacino di potenziali utilizzatori molto più elevato di un semplice ripetitore locale, bisogna però essere attrezzati con tre apparati altrimenti ci si perde un buona parte di possibili ascolti e naturalmente anche la possibilità di utilizzarli, tra l’altro una chiamata sulle room nazionali porta quasi sempre ad avere una risposta.

Citazione
E se non cambiamo tutti modo di relazionarci fra noi, fra 10 anni saremo il 30% di quelli che siamo adesso.
Guarda, io faccio radio dagli anni 70 e ti garantisco che pensieri come il tuo o su altri argomenti ne ho sentiti tanti ma le statistiche dicono che (sali e scendi a parte) i radioamatori nel mondo Italia compresa sono sempre stati in aumento e lo sono tutt’ora specie negli ultimi venti anni grazie a intenet con cui è possibile diffondere il radiantismo e l’acquisto con un clic e i nuovi rtx e accessori al seguito sono la conferma di un mercato che ha un suo perché, il problema però è appunto la testa che è sempre più da radio-utilizzatori invece che da radioamatori.


Citazione
Sarà che io sono per il "pochi ma buoni
Non vorrei però andare fuori tema visto che qui si parlava di tutt’altro e cito quanto scritto da ziorick2018, tasse o non tasse esami o non esami bisogna ammettere che chi sta in radio significa che ha la passione per la radio, gli altri invece è meglio che non la usino quindi mi sta bene il pochi ma buoni.

Offline IW3HQD

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L'andamento del numero di radioamatori in Italia è una sinusoide.
Fino agli anni Settanta l'essere Radioamatori significava far parte di una stretta schiera di eletti che avevano ottenuto il nominativo passando attraverso le forche caudine di un Esame (SERIO) e della prova di telegrafia (SEVERISSIMA). I vecchi "I" erano tutte persone che arrivavano all'esame già preparati di loro, in grado di autocostruirsi di tutto e - spesso - di insegnare addirittura agli stessi esaminatori.
Poi si generò la categoria degli IW (da subito malvista dai vecchi "I"), con licenza limitata alle VHF e superiori e con potenze non superiori ai 10W: ne scaturì il primo grande boom di Radioamatori, molti dei quali sostennero in seguito gli esami di telegrafia diventando "IK". Le sessioni d'esame divennero sovraffollate, tanto che si dovette in alcuni casi suddividerle in più tranche: la mia venne sostenuta contemporaneamente all'Ispettorato e presso una caserma dei VV.F. la cui aula magna era stata richiesta allo scopo.
Poi arrivò internet che lentamente ma inesorabilmente iniziò a catturare l'attenzione di moltissimi utenti, tra cui proprio i Radioamatori. Si arrivò così ai primi anni 2000 in cui addirittura dovettero saltare alcune sessioni d'esame per mancanza di candidati... Dalle sezioni ARI si levarono i primi gridi d'allarme e all'allora Ministero PT corsero ai ripari "sdoganando" i 6M, abolendo l'esame di telegrafia e conseguentemente anche la distinzione tra licenza ordinaria e licenza speciale, consentendo quindi a tutti l'accesso alle onde corte.
Alle porte della pandemia, complice anche l'arrivo del digitale, si era però arriva a un nuovo minimo storico di Radioamatori, "sanato" dal lockdown che fece scoprire la radio a molti neofiti e riscoprirla a tanti che l'avevano accantonata.
Come si vede, gli alti e bassi ci sono sempre stati: chi ha la passione VERA per la radio troverà sempre il modo di reinventarsi.
73 de IW3HQD

Offline Carlos

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L’importante è che il numero medio dei radioamatori vi rimanga, nel 2018 un amico che fece l’esame mi raccontò che dovettero mettere dei banchi perfino nel corridoio per poter farci stare tutti, poi magari l’anno dopo l’aula potrebbe anche essere vuota ma l’anno prima compensa e così via. Oggi però non dovremmo chiederci in quanti siamo ma come siamo e cosa siamo diventati e di sicuro se passano queste nuove norme porterà ad un calo qualitativo di cui non se ne sente il bisogno.

Qualcosa di buono però è stato fatto, ad esempio non c’è più l’esonero totale per chi ne aveva diritto, certo esame per loro è solo parziale ma c’è già una bella differenza, ecco questo è un salto di qualità, far fare gli esami alle associazioni invece non farà altro che aprire le danze delle raccomandazioni trovandoci poi le frequenze piene di 45metristi grandi modulatori e baofengnisti del fine settimana.

Offline IU8QGL

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Esami dello scorso anno in zona 8: partecipanti circa 20, promossi 15, in frequenza solo in 4. Non conta il numero degli esaminandi, conta chi poi, farà radio.

E siamo pochi, aggiungiamo che sono finiti i tempi in cui si potevano installare antenne a piacimento e che oggi, per farlo, devi fortunatamente fare le cose come si deve con i relativi costi e certificati, aggiungiamo ancora che per fare una stazione "decorosa" ci vogliono 1.500,00 euro e la frittata è fatta.

Ripeto, avrò poca esperienza radiantistica ma non sono nato ieri. Se un giovane (di patente non di età) radioamatore in tre mesi si rende conto di quello che è il mondo radiantistico attuale, se preferisce virare verso il digitale perchè non è possibile sentire sempre i soliti Matusalemme che ripetono che ci vorrebbe "il tasto" per fare scrematura, se non parla in HF perchè se non usi 1.000 watt non sei degno di rispetto, cosa volete aspettarvi per il futuro? Che un ragazzino di 18 anni si prenda la patente per amore della radio? Il rispetto per chi ha fatto tutto questo in passato è d'obbligo, il coraggio di dire che non siamo più negli anni 60-70-80 è doveroso ricordarlo.

Offline ziorick2018

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Personalmente preferisco guardare con ottimismo al futuro del mondo radio... Tutto si sta qualitativamente impennando, dagli apparati in poi... ed anche se questa impennata tecnologica ha portato ad un impigrimento dei radioamatori, si tornerà ad una contrazione ed una nuova esplosione. Non posso quantificare il tempo necessario, ma voglio esserci...  ;D
Già quando vedo curiosità piuttosto che sospetto, quando faccio le mie uscite in QRP, godo come un riccio e miro ad un futuro sicuramente più roseo per noi tutti.
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Offline Elio

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quindi praticamente un radioamat...ehm..scusate...un radioUTILIZZATORE patentato allo stato attuale usufruisce di una rete di ponti a disposizione.....
non è stata colta l'ironia e il doppio senso....dico..se i ponti sono funzionanti e la maggior parte inutilizzati, chiunque patentato può usufruirne a mò di rete a sua disposizione, tanto alla fine chi gli dirà di non usarli tipo salotto di casa....?

Offline IW9BID

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Elio Elio, hai letto bene? Non è propio cosi, se operi su un ponte il tonto di turno  se non appartieni alla sua parrocchia ti caccerà fuori con la solita tiritera che il ponte giova per le emergenze,  è se non bastasse argomenterà che il pannello è guasto e la batteria magari è stanca  ed è pure possibile che ti spengono il ponte e tu rest al buio.
Credo che tu non abbia ancora appreso  ma lo scoprirai tu stesso quando sarà il momento.

Ps; I ponti erano quelli di 40 anni fà e non oggi.

Saluti e buone pontate per chi ci crede.
Alf.
73 de IW9BID

Offline IW3HQD

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..... far fare gli esami alle associazioni invece non farà altro che aprire le danze delle raccomandazioni trovandoci poi le frequenze piene di 45metristi grandi modulatori e baofengnisti del fine settimana.
Un po' sta già capitando. Entrate in ruota a gamba tesa, ci manca solo il "breiko-breiko", quando se ti azzardavi a farlo non dico tanto ma fino a 20 anni fa venivi scannato senza misericordia.... microfoni con eco e riverbero, beep di fine trasmissione... ruote che saltano perché ognuno rilancia a chi gli pare.... QSO con argomenti da sagra paesana... E questo è solo un piccolo esempio di ciò che ascolto, roba da far venire lo scorbuto.
Ecco perché col mio sommergibile vado a scandagliare fondali molto più profondi....finchè anche lì non arriveranno le microplastiche....
73 de IW3HQD

Offline IU8QGL

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Tempo fa eravamo in QSO con un collega e sono entrati altri radioamatori del tipo citato da IW3HQD, dopo 5 minuti sono fuggito dicendo che avevo impegni familiari. I discorsi leggeri a mio parere vanno anche fatti, parlare del nulla no.

Offline Elio

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Esami dello scorso anno in zona 8: partecipanti circa 20, promossi 15, in frequenza solo in 4. Non conta il numero degli esaminandi, conta chi poi, farà radio.

E siamo pochi, aggiungiamo che sono finiti i tempi in cui si potevano installare antenne a piacimento e che oggi, per farlo, devi fortunatamente fare le cose come si deve con i relativi costi e certificati, aggiungiamo ancora che per fare una stazione "decorosa" ci vogliono 1.500,00 euro e la frittata è fatta.

Ripeto, avrò poca esperienza radiantistica ma non sono nato ieri. Se un giovane (di patente non di età) radioamatore in tre mesi si rende conto di quello che è il mondo radiantistico attuale, se preferisce virare verso il digitale perchè non è possibile sentire sempre i soliti Matusalemme che ripetono che ci vorrebbe "il tasto" per fare scrematura, se non parla in HF perchè se non usi 1.000 watt non sei degno di rispetto, cosa volete aspettarvi per il futuro? Che un ragazzino di 18 anni si prenda la patente per amore della radio? Il rispetto per chi ha fatto tutto questo in passato è d'obbligo, il coraggio di dire che non siamo più negli anni 60-70-80 è doveroso ricordarlo.
Mi rendo conto che forse mi sto avvicinando al mondo Ham con ritardo, tuttavia voglio porre alcune considerazioni:
il radiantismo è una passione (oltre che un lavoro a pieno tempo per chi ha scelto ciò come attività per viverci) e le passioni sono vissute da ognuno di noi in modo soggettivo, ci sono persone che si spingono sino od oltre i limiti del razionale e persone che coltivano le loro passioni sino ad uno stadio che giudicano sufficiente, io vivo nel mondo delle auto e dei motori (prima per passione e da oltre vent'anni per lavoro) e conosco persone molto appassionate e preparate che riescono a fare di tutto su un'auto anche in modo virtuoso, e persone alquanto preparate ed appassionate che conoscono benissimo il loro mezzo a 360 gradi e lo mantengono in perfetta efficienza ma a parte i piccoli lavori superficiali non si sporcano le mani.
A mio avviso, contrariamente agli estremisti del settore il Radio-Amatore è un appassionato che vive la radio, ed anche qui in maniera soggettiva, ci sono coloro che effettuano autocostruzioni e riparazioni/miglioramenti ed altri che preferiscono usare la radio solo per comunicare per svago effettuando i soli lavori complementari  allo scopo, beh, anche essi sono appassionati infatti dimentichiamo che lo scopo di acquistare, costruire, implementare, riparare e mantenere un sistema RTX è quello di comunicare, per cui non posso condannare coloro che parlano alla radio ogni sera, patentati, anche se non hanno mai acceso un saldatore e si sono rivolti ad altri per le operazioni manuali e per consigli senza aver mai sperimentato.
Sto seguendo un interessante video corso per prepararsi agli esami per la patente di radioamatore ,tenuto da una splendida persona che è stato ore ed ore alla webcam e microfono (ha svolto molte video lezioni divise in tre parti ognuna)  sigla e nome sono IK1WVQ – K1WVQ  Mauro, nella prima lezione infatti egli spiegava quanto sopra, ognuno vive la radio a modo suo, c'è chi smonta e rimonta e c'è chi si limita a parlare alla radio ogni volta che può , è la stessa passione vissuta in due modi diversi, c'è il pilota che si smonta la vettura e c'è il pilota che si limita alla guida col cronometro.
A ragione di quanto sopra aggiungo infatti che il buon Mauro ci mostra alcune formule ( presenti sul Neri ) solo per conoscenza ma non effettua un completa trattazione di esse perché, a suo dire  non ci serviranno agli esami ed aggiungo io per molti non serviranno nemmeno a vivere la loro passione per la radio (a proposito di argomenti di esami, sul web, anche causa covid ed affini che ha stravolto le procedure...si trova di tutto ed il contrario di tutto, il decreto 2021  che dispone una vasta conoscenza di tutti gli argomenti ma su molti di essi prevede una conoscenza solo al "livello qualitativo", poi trovi quiz online a tre risposte (per cui dovrebbero appartenere alla "vecchia versione")in cui ci sono dei veri e propri mini problemi da risolvere ,con tanto di formule, poi trovi i quiz a quattro risposte, stesso discorso, poi trovi testimonianze di candidati che hanno svolto l'esame online che parla di argomenti molto difficili in sole 5 domande (e lì mi sembra difficile per un esaminatore far risolvere problemi e calcoli online al candidato.....) per cui come vedete anche la verifica della conoscenza del candidato è cambiata negli anni (almeno negli ultimi due….) per cui la legge di Kirchhoff va a farsi benedire....
Non sottovalutiamo un altro fattore, si dice spesso che l'avvento dei social ha fatto spegnere molte radio e molte frequenze sono vuote, ciò vuol dire che anche negli anni d'oro dell'Ham radio molti erano solo "radio-utilizzatori" anche patentati, e negli anni sono emigrati verso altre  tecnologie ovviamente sotto varie forme di servizi a pagamento e servite su un piatto d'argento (vedi chat, messaging, social etc.) altrimenti il fenomeno non si spiega, se io sono un radio amatore in senso stretto, poco mi importa dei social e delle chat, se invece sono un radio utilizzatore (o un radio amatore, diciamo blando)migro verso altri lidi, ed anche questo è quello che è successo.
Poi, come scritto nella citazione alla quale mi sono "agganciato" se aggiungiamo che alcune delle poche presenze "on air" sono alquanto indisponenti...il quadro è completo.
Sono personalmente convinto che una rivoluzione totale sarebbe fondamentale ma non credo assolutamente che in Italia i soggetti preposti istituzionali possono stravolgere il mondo ham in maniera radicale ed in peggio, non foss'altro perché l'Italia deve comunque condurre un quadro normativo e funzionale conforme alle norme UIT, CEPT, etc., questo, sino a quando saremo ancora una nazione "libera ed evoluta".
Oggi d'altro canto abbiamo un altro "piccolo" fenomeno quasi invisibile ma costante e determinante, molti hanno vissuto i social e, a mio modo di vedere ne hanno percepito una sorta di declino e stanno passando/tornando alla radio come mezzo cristallino e trasparente di comunicazione, svago ad aggregazione, senza spam. truffe, profilazione ad altre diavolerie.
Staremo a vedere cosa ci serberà il futuro.

Offline IU8QGL

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Di sicuro ci porterà un nuovo modo di concepire la radio. Come ho già scritto, l'esame l'ho sostenuto lo scorso anno, avrei dovuto esser esonerato parzialmente perchè il mio titolo di studio credevo mi desse tale opzione e invece l'ho dovuto sostenere per intero. Ho studiato tutto il Nerio Neri, tutta la parte normativa e l'ho superato, ma non è stato facile, le domande erano complesse e andavano argomentate. Certo, non ci hanno proposto problemi matematici ma senza preparazione venivi bocciato e così è accaduto. Voglio precisare una cosa, in radio non trovi solo mummie che invocano i vecchi tempi, trovi tantissimi radioamatori che si sono evoluti, che non snobbano il digitale ma che lo vedono come alternativa, che usano il kw e lo fanno con discrezione, senza urlarlo. E sono molti di più di quelli che ti fanno passare la voglia di aprire la radio. Tornando in tema, io i ponti li uso e continuerò ad usarli, non è scritto in alcun testo normativo che debbano essere usati per le emergenze o per la protezione civile, sono ponti "radioamatoriali", non devoluti in via esclusiva ad altri scopi.

Offline Urbano

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non è scritto in alcun testo normativo che debbano essere usati per le emergenze
Anche tra i radioamatori circolano le fake news ma questa va oltre ogni immaginazione. çç30

Offline VFO-160

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Anche tra i radioamatori circolano le fake news ma questa va oltre ogni immaginazione.
Per chi ancora no lo sapesse, dal 2025 i collegamenti a livello regionale e locale saranno consentiti solo tra le 06 e le 18 mentre per collegamenti nazionali e internazionali dalle 18 alle 06.

Per chi non ci crede andate sul sito del MISE e vediamo chi racconta balle.


 ::)




Offline Urbano

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A quando i QSO a scatti, anzi a giga hi. :D

Scherzi a parte, la cosa migliore è quella di fare radio e non polemiche, basta ignorare tutto quello che non è tecnico e il divertimento è assicurato.

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Non sottovalutiamo un altro fattore, si dice spesso che l'avvento dei social ha fatto spegnere molte radio e molte frequenze sono vuote, ciò vuol dire che anche negli anni d'oro dell'Ham radio molti erano solo "radio-utilizzatori" anche patentati, e negli anni sono emigrati verso altre  tecnologie ovviamente sotto varie forme di servizi a pagamento e servite su un piatto d'argento (vedi chat, messaging, social etc.) altrimenti il fenomeno non si spiega, se io sono un radio amatore in senso stretto, poco mi importa dei social e delle chat, se invece sono un radio utilizzatore (o un radio amatore, diciamo blando)migro verso altri lidi, ed anche questo è quello che è successo.
Sottolineo specie questo passaggio che non ha bisogno di commenti. çç16


Offline Elio

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Anche tra i radioamatori circolano le fake news ma questa va oltre ogni immaginazione.
Per chi ancora no lo sapesse, dal 2025 i collegamenti a livello regionale e locale saranno consentiti solo tra le 06 e le 18 mentre per collegamenti nazionali e internazionali dalle 18 alle 06.

Per chi non ci crede andate sul sito del MISE e vediamo chi racconta balle.


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Perdona la domanda retorica/ provocatoria....chi deve monitorare affinchè ciò venga rispettato.....coloro che dovrebbero monitorare tutto il resto.....? compresi i boafeng appresso tipo chiavi di casa..?
possiamo stare freschi.......

Offline VFO-160

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Anche tra i radioamatori circolano le fake news ma questa va oltre ogni immaginazione.
Guarda che era solo una battuta o se vogliamo una parodia a proposito delle fake news e come vedi è facile crederci. ;D ;D

Offline Elio

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Anche i californiani sono sotto tiro.......
California Declares Ham Radio Obsolete, Demands Repeater Infrastructure To Be Removed
Notizia risalente al 2019, disponibile sul web

Offline VFO-160

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E che ne dici di questa.... :D :D

Offline Elio

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si..ma l'altra è una dichiarazione di appello fatta da un radioamatore californiano, in video....

Offline VFO-160

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La questione è un tantino diversa, in quell’articolo si parla di tassare i ripetitori dei radioamatori installati sul suolo pubblico, insomma tutto il mondo è paese specie se si tratta di fare soldi.

Citazione
Il mese scorso, agli operatori di ripetitori sono state  inviate e-mail in cui si  diceva loro che lo Stato non avrebbe più consentito loro di utilizzare ripetitori su terreni pubblici senza pagare ingenti canoni di locazione. Nella lettera inviata da CAL FIRE, lo Stato afferma che i radioamatori non forniscono più un vantaggio allo Stato o alla pubblica sicurezza. Hanno affermato che "i progressi tecnologici in costante cambiamento" hanno reso obsoleta la radio Ham durante un'emergenza.

Offline IU8QGL

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La questione è un tantino diversa, in quell’articolo si parla di tassare i ripetitori dei radioamatori installati sul suolo pubblico, insomma tutto il mondo è paese specie se si tratta di fare soldi.

Citazione
Il mese scorso, agli operatori di ripetitori sono state  inviate e-mail in cui si  diceva loro che lo Stato non avrebbe più consentito loro di utilizzare ripetitori su terreni pubblici senza pagare ingenti canoni di locazione. Nella lettera inviata da CAL FIRE, lo Stato afferma che i radioamatori non forniscono più un vantaggio allo Stato o alla pubblica sicurezza. Hanno affermato che "i progressi tecnologici in costante cambiamento" hanno reso obsoleta la radio Ham durante un'emergenza.

Aggiungerei, a quanto ho evidenziato, "per fortuna".


Offline Urbano

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Anche negli USA pare abbiano la sindrome da protezione civile, forse sarebbe ora che i radioamatori di tutto il mondo facessero i radioamatori e non i soccorritori o pseudo tali, da troppo tempo ormai si sta abusando della figura del radioamatore che è uno sperimentatore e appassionato di radio ed elettronica, i soccorsi lasciamoli fare a chi di dovere.

Offline IU8QGL

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Chiedo per un mio ccuggino: ma in caso di emergenza, quando si possono usare i ponti, danno anche un diploma con scritto il nominativo da poter mettere nella propria pagina di QRZ? Simili a quelli che si fanno quasi tutti i fine settimana. Solo per sapere.

Offline Carlos

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Per le emergenze sono molto più utili muratori carpentieri elettricisti preti ecc che i radioamatori e non c'è bisogno di chiedere il perché. :)

 

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