Galileo – Planetario gratuito in lingua italiana (Software MS-DOS)

Aperto da INFORADIO, Lun 24 Settembre, 13:07 2018

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Galileo – Planetario gratuito in lingua italiana (Software MS-DOS)

Disponibile alla seguente pagina: http://www.forumradioamatori.it/download/download-dos/HamSoft/HamSoft.html





1 - INTRODUZIONE




    1.1 - Utilizzo del programma

    Galileo  nasce  nel  1984, su di  un  terminale  non  grafico
    funzionante sotto CP/M. Come e' successo per un'infinita'  di
    programmi  il  suo  sviluppo e' stato  motivato  da  esigenze
    personali  dell'autore,  che comunque ha  deciso  di  rendere
    pubblica   questa  procedura  con  una  forma  non  di   tipo
    commerciale  anche forse per il fatto che dati i  temi  molto
    specifici   trattati  da  Galileo  non  si  presta   ad   una
    remunerativa penetrazione nel mercato.

    Cio'  non  toglie comunque che rimanendo  le  premesse  fatte
    sopra  non  si sia voluto puntare ugualmente su  un  prodotto
    qualitativamente valido, ovvero curato nell'aspetto pratico e
    soprattutto preciso nei calcoli.

    Galileo  sostanzialmente e' un Planetario, cioe' un  qualcosa
    volto   a  dare  una  riproduzione  piu'   fedele   possibile
    dell'aspetto del cielo visto da una qualsiasi localita' della
    Terra. Chi si interessa di astronomia osservativa piu' o meno
    seriamente avra' spesso sentito la necessita' di conoscere in
    anticipo l'aspetto o la durata di un fenomeno visibile  dalla
    propria citta', riconoscere velocemente un oggetto di  dubbia
    identita',  puntare  nel giro di una manciata di  secondi  un
    oggetto  con un telescopio in stazione senza neanche  gettare
    un'occhiata nel cercatore, ricostruire fenomeni accaduti  nel
    passato, e un'infinita' di altre cose ancora.

    Almanacchi,  mappe e cataloghi possono aiutare a fare  questo
    fino  ad un certo punto, ammesso poi che si abbia la  tenacia
    di  procurarsene  in  continuazione  di  aggiornati.  Il   PC
    d'altronde  sta diventando una macchina talmente diffusa  (in
    molti  casi costa di meno di un buon  telescopio  amatoriale)
    che  mi sembra destinata a far parte della normale  dotazione
    di  un  astrofilo animato da qualcosa di  piu'  che  semplice
    curiosita'.

    Il  fatto  poi  che si stiano diffondendo sempre  di  piu'  i
    computers portatili da' un'ulteriore marcia in piu' a  questo
    tipo  di programmi, pur con i piccoli sacrifici  dovuti  alla
    ancora fisiologica scarsa autonomia delle batterie e al fatto
    di  vedere sulla maggior parte dei modelli la pagina  grafica
    notevolmente "schiacciata".

    Per  una  precisa  scelta dell'autore Galileo  non  e'  stato
    concepito  per dare il meglio di se' per scopi  didattici  ma
    anzi  presuppone  da  parte dell'utilizzatore  un  minimo  di
    conoscenza  per quello che riguarda gli aspetti  fondamentali
    dell'astronomia sferica.

 


    1.2 - Requisiti Hardware.

    Galileo  e' una procedura realizzata per tutti i computer  PC
    IBM  e  compatibili dotati dei  microprocessori  8088,  8086,
    80186, 80286, 80386 e successivi in grado di operare sotto il
    sistema operativo MS-DOS o PC-DOS 2.0 e seguenti.

    Per  un  corretto  funzionamento  e'  necessario  che   sulla
    macchina siano installati almeno 512 Kb di RAM.

    Data  la varieta' di schede video supportate  dalla  famiglia
    dei  PC  e' stato predisposto un  adattamento  automatico  da
    parte del programma alla scheda grafica in dotazione cercando
    di   sfruttarne   il   meglio   per   quanto   riguarda    le
    caratteristiche di risoluzione.

    Ecco un elenco delle possibilita' di funzionamento:

    SCHEDA PRESENTE SUL PC                MODO GRAFICO UTILIZZATO

    M.D.A.                                vedi Hercules
    C.G.A.                                640 x 200 monocromatico
    M.C.G.A.                              640 x 200 monocromatico
    HERCULES                              720 x 350 monocromatico
    EGA 64K                               640 x 200 16 colori
    EGA 256K                              640 x 350 16 colori
    V.G.A.                                640 x 480 16 colori

    Per  chi  fosse in possesso di una scheda di solo  testo  del
    tipo    M.D.A.   segnalo   che   e'    necessario    caricare
    preventivamente  in memoria il driver MSHERC.COM,  fornito  a
    corredo. Questo permettera' l'utilizzo del programma  secondo
    gli standard di risoluzione Hercules.

    Data la mole grandissima di calcoli in virgola mobile che  il
    programma   deve   affrontare   e'   stato   predisposto   il
    riconoscimento  automatico  del coprocessore  numerico  80X87
    applicabile ai PC. Il suo utilizzo e' senz'altro  consigliato
    in caso di uso intensivo del programma in quanto in grado  di
    accelerare  di  piu'  di 10 volte il  lavoro  di  calcolo  di
    Galileo.  Nessun tipo di procedura di installazione  software
    sara' necessaria: se alla partenza Galileo avra' riconosciuto
    la    presenza   del   coprocessore   matematico    iniziera'
    immediatamente ad usarlo.

    Al fine di aumentare la velocita' operativa del programma  e'
    consigliata  l'installazione su di un'unita' a  disco  fisso.
    Poiche' per il ricalcolo degli elementi del catalogo stellare
    verra' fatto ricorso ad una lettura intensiva del catalogo su
    disco e' preferibile che la memoria di massa che conterra' il
    programma  sia  la piu' rapida possibile; percio'  in  genere
    possiamo dire che Galileo sara' velocizzato da:

    - uso di dischi fissi veloci.
    - installazione del programma su disco virtuale (Disco Ram).
    - uso di utilities che creano una zona di memoria cache.

    L'uso quindi di Galileo su una unita' a dischetti comportera'
    un notevole rallentamento nel calcolo qualora sia  necessario
    procedere  al ricalcolo della precessione degli  oggetti  del
    catalogo stellare (apparira' la scritta "Prec" nella dicitura
    di ricalcolo in corso).

    In seguito verra' comunque spiegato come ridurre questi tempi
    di attesa per coloro che sono in possesso di computers  privi
    di  disco  fisso;  cio'  comportera'  una  diminuzione  degli
    oggetti  calcolati, ovvero un certo sacrificio,  ma  evitera'
    estenuanti pause nell'uso del programma.

    Una annotazione importante: questa versione del programma non
    funzionera'   correttamente  se  installata  su  hard   disks
    funzionanti   sotto  reti  locali;  la   procedura   effettua
    regolarmente  degli  "swapping" di memoria su disco  per  cui
    l'uso contemporaneo del programma su dischi condivisi creera'
    delle   sovrapposizioni  tra  utenti  di  dati  privati   con
    conseguenze  facilmente immaginabili. In caso di utilizzo  su
    di un computer facente parte di una rete locale e' necessaria
    l'installazione  su di una directory privata o meglio  ancora
    su  di un eventuale disco fisso non condiviso presente  sulla
    macchina.

 


    1.3 - Descrizione dei files


    Galileo 4.0 e'composto dai seguenti files:

    GAL.EXE              Il  file  da  lanciare  per  avviare  la
                         procedura.

    GALILEO.OVL          \
    GALCAT.OVL           |
    GALPOS.OVL           |
    LUNA.OVL             | Overlays del programma principale
    MEDICEI.OVL          |
    ELONGAZ.OVL          /

    CAT400.DAT           Catalogo degli oggetti
    CAT400.PNT         

    POS400.DAT           Catalogo luoghi di osservazione
    POS400.PNT

    CONVERT.EXE          File di conversione per l'utilizzo del
                         catalogo della versione 3.0

    GALILEO.DOC          Questo manuale

    BRUN61ER.EXE         Programmi di supporto del codice
    MSHERC.EXE           (C) 1982-1988 Microsoft Corporation

    Inoltre, utilizzando la maggior parte delle schede C.G.A.  in
    commercio   sara'  necessario,  prima  di  avviare   GAL.EXE,
    lanciare  il file del Dos GRAFTBL.EXE (in alcune versioni  di
    Dos e' presente con nomi leggermente diversi) per caricare la
    tabella estesa di caratteri che manca in queste schede.

    A titolo di anticipazione si segnala invece che a partire  da
    questa versione Galileo non e' piu' "schiavo" del  famigerato
    GRAPHICS.EXE, che quindi non va piu' lanciato.

    Dal  momento  che la stampa di schermi grafici EGA e  VGA  e'
    stata  (finalmente)  implementata soltanto  a  partire  dalla
    versione MS-DOS 4.01 e che di schermo grafico Hercules non se
    ne  parla  ancora, e' stato deciso di  ricorrere  a  routines
    interne  al programma in grado di lavorare correttamente  con
    tutte le schede grafiche e su stampanti di tipo Epson e IBM.

 


    1.4 - Per gli utenti della versione 3.0
   
    C'e' un'avvertenza da fare per coloro i quali fossero gia' in
    possesso della precedente versione, la 3.0 appunto.

    Il  formato ed il nome degli archivi contenenti  il  catalogo
    sono stati variati. Cio' vuol dire che non possono essere  in
    alcun  modo  utilizzati  quelli  della  versione  precedente.
    Poiche'   pero'  avevo  previsto  da  parte  dell'utente   la
    possibilita'  di  modifica  nonche' di  aggiunta  di  oggetti
    all'interno  di essi, potrebbe capitare il caso che  qualcuno
    abbia inserito qualche centinaio di nuovi oggetti che non  ha
    (giustamente) nessuna intenzione di reinserire da capo.

    A questo proposito viene fornito il programma CONVERT.EXE, la
    cui  ragione  di essere e' appunto quella  di  trasformare  i
    "vecchi"  archivi  di Galileo 3.0  nei  corrispondenti  della
    versione  4.0,  copiando tutti gli  oggetti  presenti.  Cosi'
    facendo  ovviamente  si  annullera' il  contenuto  di  quelli
    nuovi, ai quali ho aggiunto rispetto ai precedenti tutti  gli
    oggetti  del  catalogo  di Messier piu' un  certo  numero  di
    oggetti  NGC. Per far questo e' necessario avere in una  zona
    comune  di  un  dischetto  o del  disco  fisso  il  programma
    CONVERT.EXE e i vecchi files CATALOGO.STL e CATALOGO.PNT.

    Per  l'archivio luoghi, dato che gia' ci sono in  entrambi  i
    casi tutte le citta' che dovrebbero servire, non ho  ritenuto
    di  dover  realizzare  un programma analogo.  Ad  ogni  modo,
    poiche'  i  formati di scrittura sono rimasti  invariati,  e'
    sufficiente   rinominare   quelli  vecchi   (POSTAZIO.DAT   e
    POSTAZIO.PNT) in POS400.DAT e POS400.PNT attraverso il Dos.

 


                          2 - IL PROGRAMMA




    2.1 - Il menu' principale

    Una  volta  copiati i files di Galileo  sul  supporto  finale
    direi  che  la  prima cosa da fare e'  provare  a  lanciarlo,
    battendo  dal  prompt del Dos GAL  seguito  dall'onnipresente
    tasto  Enter.  E' sufficiente ricordarsi, se la  macchina  in
    nostro  possesso  monta  una scheda  monocromatica  del  tipo
    M.D.A.  o  Hercules, di lanciare prima il  programma  MSHERC;
    meglio  sarebbe  in questo caso introdurlo  direttamente  nel
    nostro  AUTOEXEC.BAT,  in  modo tale da  non  dover  ripetere
    sempre  e  manualmente questa operazione ogni  volta  che  si
    accende il computer.

    MSHERC  e'  un modulo di quelli che  rimangono  residenti  in
    memoria  senza dare fastidio a nessuno, togliendoci  solo  un
    po' di RAM a disposizione, peraltro poca in questo caso.
    Non  mi  risulta  entri  in  conflitto  con  altri  programmi
    residenti e non, per cui puo' stare tranquillamente in attesa
    di  essere  utilizzato  sin dal  momento  che  accendiamo  il
    computer.

    Appena  lanciato  dunque  il  programma  apparira'  il  menu'
    principale con la finestra di presentazione: la pressione  di
    un tasto qualsiasi la fara' sparire lasciandoci campo  libero
    per l'esplorazione dei menu'.

    Il menu' e' a tendine, di tipo classico; ci sposteremo tra le
    varie   opzioni  con  i  tasti  freccia  sia  verticali   che
    orizzontali  e attiveremo la nostra scelta con  la  pressione
    del tasto Enter. Tutto qui!

    Prima  di entrare nel merito dei vari moduli  costituenti  il
    programma  mi vorrei soffermare un attimo su alcune  funzioni
    presenti  all'interno di questo menu' in grado  di  risolvere
    piccoli problemi di calcolo che ogni tanto si presentano: sto
    parlando   della  finestra  titolata   Riduzioni.   Andiamoci
    utilizzando  il tasto di freccia a destra e vediamo  cosa  ci
    permette di fare.

    Le opzioni contenute nel menu' sono:

    - DATA CIVILE    ->   JD
    - JD             ->   DATA CIVILE
    - TEMPO SIDERALE DI GREENWEECH

    - EQUATORIALI    ->   ECLITTICHE
    - ECLITTICHE     ->   EQUATORIALI

    - RIDUZIONE DI ALFA E DELTA DA t0 A t

    2.2 - Conversioni tra Data Civile e Giuliana

    Le prime due si occupano della conversione reciproca tra Data
    Civile e Data Giuliana, quantita' quest'ultima ben nota a chi
    si  interessa  di astronomia e sul  significato  della  quale
    percio'  non mi dilunghero'. Voglio segnalare che  i  calcoli
    vengono svolti, come negli altri casi che vedremo in seguito,
    dopo ogni singolo inserimento; per cui vedremo ad esempio  la
    data  giuliana  aggiornarsi  subito  dopo  l'inserimento  del
    giorno, del mese e infine dell'anno. I valori presentati  non
    appena si aprira' la finestra di calcolo sono presi dal timer
    di sistema, per cui se avremo a disposizione un computer  con
    orologio tamponato a batteria verranno subito svolti i valori
    odierni.  La data civile viene sottoposta ad un controllo  di
    input  molto  sofisticato, che prevede praticamente  tutti  i
    casi  di  data  non congruente,  compresi  la  non  esistenza
    dell'anno 0 (avremo modo di riparlarne, ma l'anno che precede
    l'1  d.C. in effetti e' il -1 a.C.) e il periodo dal 5 al  13
    ottobre 1582, date soppresse dalla Riforma Gregoriana. E'  la
    stessa diagnostica di errore che ritroveremo poi  all'interno
    del  Planetario,  soltanto  che li' apparira'  una  frase  di
    spiegazione   sulla   natura  dell'errore,   qui   ci   sara'
    l'indicazione   generica   di  errore  nella   finestra   del
    risultato.

    Un'ultima  cosa: i calcoli vengono svolti per le ore 0  T.U.,
    quindi vanno poi aggiunte eventualmente le ore come  frazioni
    di  giorno  oppure  ricordare  che  la  data  giuliana   alla
    mezzanotte  T.U. e' sempre un valore decimale terminante  per
    0.5.  Quando si inserisce la data giuliana va  effettivamente
    introdotto   il   valore  intero  poiche',  come   e'   anche
    chiaramente  visibile,  la  coda  decimale  verra'   aggiunta
    automaticamente.

 


    2.3 - TSG medio alle 0 T.U.

    Caricando il Planetario penso non ci siano problemi di  alcun
    genere  per  conoscere con grandissima  precisione  il  Tempo
    Siderale  Locale, che e' quello che di solito serve di  piu',
    ma ad ogni modo qui e' stato previsto un calcolo semplificato
    e piu' veloce.

    Semplificato  per  svariati motivi: primo perche'  qui  viene
    calcolato  il TSG rispetto il meridiano di Greenweech  e  non
    quello   locale  (senza  tenere  cioe'  conto  della   nostra
    longitudine),  secondo  perche' il valore  che  otterremo  e'
    quello medio.

    Il valore medio e' quello che di solito viene reperito  negli
    almanacchi e non tiene conto di una variazione apparente  del
    TSG  dovuta  principalmente  alla  nutazione  in  longitudine
    celeste.  Questa quantita', conosciuta come  equazione  degli
    equinozi, determina un'oscillazione del valore vero da quello
    medio che puo' ammontare a circa + 0.6s.

    Facciamo   infine  un  piccolo  controllo  per  saggiare   la
    precisione  dei  calcoli. Mi serviro' di  esempi  tratti  dal
    volume  Astronomia  con il calcolatore  tascabile  di  Aubrey
    Jones (Muzzio Editore). L'autore preleva i dati in  questione
    dalle  Astronomical  Ephemeris americane,  una  pubblicazione
    dedicata ai professionisti.

                                 AE                   GALILEO

    31/12/1977             06h 37m 13.280s        06h 37m 13.279s

    07/03/1960             10h 58m 50.971s        10h 58m 50.970s

    L'errore si colloca entro 0.001 secondi. Il calcolo  mantiene
    una  grandissima precisione anche allontanandosi di  parecchi
    secoli dall'epoca attuale.

 


    2.4 - Conversione da coord. Equatoriali a Eclittiche

    E viceversa, ovviamente.

    Anche  questo e' un calcolo che ogni tanto puo'  capitare  di
    dover  fare.  Importante  e'  specificare  l'anno  a  cui  si
    riferiscono  le  coordinate, che puo' anche avere  fino  a  3
    cifre  decimali.  Questo  perche' se si ha  a  che  fare  con
    coordinate  all'equinozio della data (es. al 23/8  dell'anno)
    e'  possibile raggiungere una precisione maggiore  calcolando
    l'equivalente in decimali di anno.

    Una  annotazione  importante: queste  conversioni  riguardano
    coordinate  riferite  all'equinozio  medio,  che  cioe'   non
    tengono  conto della nutazione in obliquita'  dell'eclittica.
    Di  solito  e'  proprio  questo  il  riferimento  che   viene
    utilizzato.  Inoltre  le formule utilizzate  garantiscono  la
    massima precisione anche per oggetti vicini ai poli celesti.

 


    2.5 - Riduzione di a e s da un'epoca t0 a t


    Qui  viene  applicato  il metodo  rigoroso  di  riduzione  di
    coordinate  equatoriali da un'epoca ad un'altra.  Il  calcolo
    da'  risultati accuratissimi anche per  periodi  lontanissimi
    dall'epoca  attuale  e  per oggetti molto  prossimi  ai  poli
    celesti.

    In  caso  di  oggetti dotati  di  moto  proprio  (normalmente
    stelle)  e' possibile tenere conto anche di  questo.  L'epoca
    finale  non deve essere necessariamente posteriore  a  quella
    iniziale.

    Il moto proprio in Ascensione Retta va introdotto con il  suo
    valore  espresso  in  secondi-tempo  (attenzione  a  come  e'
    riportato  su  di un eventuale catalogo!), mentre  quello  in
    declinazione  va  immesso  in  secondi-arco.  Questi   valori
    possono avere anche segno negativo.


 


                          3 - IL PLANETARIO




    3.1 - Gli archivi interni

    Prima  di  parlare  del  planetario  vero  e  proprio  vorrei
    spendere due parole a proposito dei suoi archivi interni che,
    come avremo modo di vedere, non sono poi cosi' "interni" come
    li ho finora definiti.

    Ho avuto modo di dare un'occhiata a programmi realizzati  per
    l'astronomia amatoriale, e ho constatato che di solito i dati
    riguardanti  le  stelle del catalogo interno  sono  abilmente
    dissimulati  in archivi inaccessibili all'utente, che  quindi
    non puo' apporvi modifiche. Questo non mi e' sembrato giusto,
    per  cui  ho  preferito ricorrere ad  una  gestione  "aperta"
    dell'archivio  oggetti sia per quanto riguarda  aggiunte  che
    modifiche ai dati gia' presenti.

    L'utente  piu'  esperto  si  rendera'  subito  conto  che  e'
    possibile  inserire  oggetti con valori di  coordinate  molto
    precisi (3 posti decimali in secondi di A.R., 2 in secondi di
    Dec.  e in piu' i moti propri), come possono essere  reperiti
    sui cataloghi professionali. Ovviamente un motivo per  questo
    c'e':  non si tratta di uno spreco di spazio, ma  rientra  in
    una  precisa  logica  di utilizzo  del  programma.  Se  avete
    esigenze molto spinte in fatto di precisione nella  posizione
    delle stelle e avete a disposizione un catalogo professionale
    con    posizioni   accuratissime,   potete    tranquillamente
    introdurre  questi dati nel catalogo di Galileo,  perche'  il
    programma  e' stato progettato per svolgere il calcolo  della
    posizione  degli oggetti del catalogo in  modo  assolutamente
    rigoroso,  con scarti irrilevanti rispetto a quanto  potrebbe
    fare una macchina installata in un grosso centro di calcolo.

    L'archivio  oggetti  puo' contenerne fino a  circa  4000;  al
    rilascio   ne  sono  stati  inseriti  gia'  piu'   di   1500,
    comprendenti,  salvo errori, tutte le stelle fino  alla  mag.
    4.5,  gli  oggetti  del  catalogo  Messier  piu'  una   certa
    quantita' di oggetti NGC.

    L'utente e' libero di migliorare la precisione di quelli gia'
    presenti  e  di aggiungerne altri; tenga pero'  presente  che
    inesorabilmente  i tempi di calcolo si allungheranno  qualora
    venga  effettuato un ricalcolo che includa tutti gli  oggetti
    inseriti.

    Credo  inoltre  non  sia necessario dilungarmi  sul  come  si
    possano  modificare questi oggetti: la lista dei  comandi  e'
    presente sullo stesso schermo dove viene visionato l'archivio
    ed  inoltre ogni voce di inserimento viene  commentata  dalla
    piccola  finestra di dialogo presente in basso a  destra  sul
    video.
    Gli oggetti sono stati inseriti per ordine di costellazione e
    di  magnitudine solo per comodita' di ricerca; in effetti  in
    caso  di  ulteriori  inserimenti sarebbe  bene  continuare  a
    rispettare questo ordine, anche se non e' vincolante ai  fini
    del funzionamento corretto del Planetario.

    Infine un'ulteriore comodita': e' possibile stampare su carta
    l'intero  catalogo anche per facilitare eventuali  operazioni
    di controllo sull'archivio.

    L'altro  archivio  del Planetario e' costituito da  un  certo
    numero  di  luoghi di osservazione predefiniti  (al  rilascio
    tutti  i  capoluoghi  di  provincia  italiani  piu'   qualche
    localita'  straniera)  che  facilitano  molto  l'analisi   di
    fenomeni da luoghi differenti del pianeta.

    In  questo caso non vi sono praticamente limiti al numero  di
    luoghi  inseribili  (a  dire il vero un limite  c'e',  ma  si
    aggira   sui   2  miliardi....),  e   per   quanto   riguarda
    l'inserimento  e le modifiche le cose funzionano  esattamente
    come nell'archivio precedente.

 


    3.2 - Galileo: struttura generale

    Non appena chiesto l'accesso al Planetario vedremo scomparire
    il menu' principale e il modulo GALILEO ci segnalera' che  e'
    in  corso  il  caricamento in  memoria  degli  oggetti.  Dopo
    qualche attimo di attesa assisteremo alla preparazione  della
    posizione  di partenza: questa viene letta  dall'orologio  di
    sistema.

    Se  siete  in possesso di un computer  con  orologio  interno
    alimentato  anche a macchina spenta puo'  essere  conveniente
    regolare  l'ora  (con il comando TIME del Dos) non  sul  fuso
    adottato  in  Italia, il TMEC, ma sul  Tempo  Universale,  il
    TMG. Quest'ultimo si ottiene sottraendo 1 ora dall'ora civile
    italiana,  oppure  2 ore quando e' in  vigore  l'ora  estiva.
    Questo  perche' Galileo riconosce al suo interno soltanto  il
    Tempo  Universale e fornisce risposte in base ad esso  e  poi
    perche'  grazie a questo piccolo espediente non dovremo  piu'
    ricordarci  di spostare l'orologio del computer quando  entra
    in vigore l'ora estiva.

    Una piccola curiosita': questo sistema di mantenere il  timer
    della  macchina  in TMG indipendentemente dal luogo  dove  e'
    installata e' una pratica comunissima nei grandi sistemi;  lo
    stesso UNIX, sistema operativo utilizzato in macchine  medio-
    piccole,   prevede  variabili  interne  contenenti  il   fuso
    rispetto Greenweech del luogo di installazione del  computer,
    per riferirsi poi sempre al TMG.

    Effettuato il calcolo della posizione verranno disegnati  sul
    video tutti gli oggetti visibili al di sopra  dell'orizzonte.
    La  rappresentazione della volta celeste e' sferica,  con  la
    circonferenza  rappresentante  l'orizzonte e  il  centro  del
    cerchio   lo  zenith  dell'osservatore.  Le  stelle   vengono
    rappresentate con cerchi proporzionali alla loro luminosita';
    le  piu' importanti hanno anche accanto le prime tre  lettere
    del nome.

    Galileo riconosce un determinato numero di tipi di oggetto  e
    li visualizza utilizzando la seguente codifica:

    Oggetto                Rappresentazione

    SOLE                   Cerchio con raggiere (giallo)
    LUNA                   Cerchio vuoto (bianco alta intensita')
    PIANETI                Cerchio chiuso (rosso chiaro)
    STELLE                 Cerchio chiuso (giallo)
    GALASSIE               Ellisse vuota (magenta chiaro)
    NEB. OSCURE e DIFF.    Croce (bianco alta intensita')
    AMMASSI APERTI         Quadrato vuoto (giallo)
    NEB. PLANETARIE        Cerchio piccolo (giallo)
    AMMASSI GLOBULARI      Cerchio grande (verde chiaro)

    fermo  restando  che in caso di Zoom la  rappresentazione  di
    Sole,  Luna e Pianeti assumera' un aspetto realistico  dovuto
    alla effettiva rappresentazione dei loro diametri apparenti.

    Ho parlato di Zoom: vediamo in effetti di cosa si tratta.
    La  schermata  di  partenza disegna tutta  la  volta  celeste
    visibile   dall'osservatore;  se  questo  si  trova  a   nord
    dell'equatore  (in  latitudine) il sud, ovvero  il  meridiano
    superiore,  e'  rappresentato in basso, altrimenti  sara'  il
    nord ad occupare questa posizione, poiche' in effetti per chi
    si trova nell'emisfero australe gli oggetti celesti culminano
    a nord.
    Se  pero' ci interessa ingrandire una limitata  porzione  del
    cielo per isolare alcuni oggetti o per analizzare un fenomeno
    come  ad  esempio  un'eclisse  od  un'occultazione   dobbiamo
    richiamare  la finestra di Zoom, a cui si accede premendo  il
    tasto  Enter,  o  Invio  come  e'  chiamato  nelle   tastiere
    italiane.  La  proiezione in questo caso  e'  ortogonale  non
    stereografica,  cioe' con le altezze rappresentate da  valori
    costanti.  A questo punto sara' possibile agire  sui  comandi
    che  vedremo  in seguito per stabilire  le  dimensioni  della
    finestra,  cercare  un  oggetto,  o  ritornare  alla  visione
    globale premendo di nuovo il tasto Enter.

    Tutte  le  attivita' di Galileo si  svolgono  attraverso  una
    linea  di comando situata in basso a sinistra del video;  per
    avere l'elenco di tutte le funzioni e' sufficiente battere la
    parola "AIUTO" oppure premere piu' semplicemente il tasto F9.

    Nel prossimo capitolo analizzeremo dettagliatamente l'uso  di
    questi comandi.

 


                    4 - I COMANDI DEL PLANETARIO




    4.1 - Comando < AIUTO >

    Ottenibile anche premendo il tasto F9. Richiama semplicemente
    lo  schermo  contenente  tutti  i  comandi  utilizzabili   da
    Galileo.

 


    4.2 - Comando < CALCOLA >

    Forza  un ricalcolo della posizione degli oggetti  secondo  i
    parametri  che  saranno  stati di  volta  in  volta  variati.
    Normalmente usato dopo che si e' introdotti data e ora, sara'
    necessario  farne  uso  dopo alcuni  ritocchi  alle  opzioni.
    Evidenziero'  quindi  il  fatto  trattando  dei  comandi  che
    seguiranno. Associato al tasto funzione F10.

 


    4.3 - Comando < DATA >

    Imposta la data civile per il prossimo calcolo.
    La sintassi da seguire e' GG/MM/AAAA con la possibilita'  per
    il  giorno ed il mese di utilizzare una cifra sola.  Premendo
    Esc  senza  inserire  dati  e'  possibile  lasciare  la  data
    invariata in caso di rinuncia all'input.

    Un  efficace  controllo sulla validita'  dei  dati  impostati
    evita  di inserire date errate, segnalando tra l'altro  anche
    la natura dell'errore. In caso di valori scorretti sia per il
    giorno che per il mese verra' comunque segnalato soltanto  il
    primo riscontrato. Gli anni prima di Cristo andranno inseriti
    precedendoli  con un segno < - >;  a questo proposito  faccio
    presente che l'anno 0 non verra' accettato in quanto  secondo
    la  notazione  corrente  l'anno che precede  l'1  d.C.  viene
    indicato  come -1 a.C. Allo stesso modo i giorni dal 5 al  14
    ottobre 1582, mai esistiti a causa della Riforma  Gregoriana,
    non verranno presi in considerazione.

    Qualora oltre alla data sia necessario introdurre anche l'ora
    o una delle coordinate geografiche e' conveniente  effettuare
    il ricalcolo soltanto all'ultimo, premendo il tasto F10.

 


    4.4 - Comando < ESTERNI >

    Accessibile, per chi ha una tastiera estesa, anche attraverso
    il tasto funzione F12.

    Mostra sulla sinistra dello schermo la posizione orbitale dei
    pianeti   da  Giove  a  Plutone  come  apparirebbero  ad   un
    osservatore    situato   in   direzione   del    polo    nord
    dell'eclittica;  il  cerchio centrale rappresenta il  Sole  e
    l'origine  delle  longitudini (il punto Gamma) e'  situato  a
    destra.

    Sulla  destra  appaiono le  coordinate  orbitali  geometriche
    proiettate   sul   piano   dell'eclittica,    rispettivamente
    longitudine,  latitudine  e  distanza  dal  Sole  in   Unita'
    Astronomiche.

    Se  si  ha una stampante collegata e' possibile  premendo  il
    tasto  S  effettuare  una riproduzione  su  carta  di  quanto
    visualizzato.

 


    4.5 - Comando < FINE >

    Porta  a termine l'esecuzione del Planetario per  tornare  al
    menu' principale.

 


    4.6 - Comando < INFO >

    Tramite   questo  comando  viene  richiamata   una   finestra
    contenente   alcuni   dati   riferiti   all'ultimo    calcolo
    effettuato. Vediamo di cosa si tratta:

    -  DATA GIULIANA : e' una misura del tempo  molto  utilizzata
       dagli Astronomi. Conta i giorni trascorsi dal 1/1/-4713 ed
       e'   richiesta  in  molti  calcoli  astronomici.  Qui   e'
       rappresentata tenendo anche conto dell'orario impostato.

    -  INCLINAZIONE  VERA  DELL'ECLITTICA  :  e'   l'inclinazione
       istantanea  dell'eclittica, valore che  varia  leggermente
       nel  tempo. La dicitura "vera" sta a significare  che  nel
       calcolo si e' tenuto anche conto dei termini di nutazione.
       Il valore e' esente da errori in un campo che spazia anche
       di diverse decine di secoli dall'epoca attuale.

    -  NUTAZIONE  IN  OBLIQUITA'  :   e'  appunto  la  correzione
       applicata all'inclinazione media  dell'eclittica dovuta ai
       fattori di nutazione. Per ottenere  quindi  l'inclinazione
       media     dell'eclittica    e'     sufficiente     sommare
       algebricamente  al  valore precedente   questa  correzione
       invertita di segno.

    -  EQUAZIONE DEGLI EQUINOZI : rappresenta la  differenza  in
       secondi-tempo intercorrente tra il Tempo Siderale Medio e
       quello Apparente.

    -  LONG. APPARENTE DEL SOLE : e' la  longitudine  eclittica
       del Sole corretta per il tempo luce. Il valore  geometrico
       si  potra' invece ottenere tramite il comando < INTERNI  >
       sommando 180* a quella della Terra.

    -  CORREZIONE  DELLA  LONG. PER EPOCHE LONTANE : e'  un  dato     
       molto  importante  per cui merita una spiegazione  un  po'
       piu' estesa.
       La  velocita'  di rotazione della Terra non e'  un  valore
       costante; piu' precisamente il nostro pianeta rallenta  di
       circa 2 millesimi di secondo al giorno questo periodo.  Il
       risultato di tutto cio' e' che se io chiedo ad esempio  di
       mostrarmi  l'aspetto di una'eclisse risalente al 700  a.C.
       trovero'  uno sfasamento di circa 2 ore  rispetto  all'ora
       che ho impostato, con il risultato che l'aspetto del cielo
       si  presenta  totalemte  differente da  quello  reale.  Un
       artificio e' quello di correggere la longitudine del luogo
       rispetto a quella reale, e continuare a considerare  l'ora
       come  attendibile.  Questo  e'  il  senso  appunto   della
       correzione   consigliata   da  Galileo  che   va   sommata
       algebricamente  alla  longitudine  del  luogo  e  corretta
       manualmente.         

 


    4.7 - Comando < INSEGUI >

    Una  premessa: questo comando funziona solamente se e'  stata
    selezionata  la  finestra di Zoom; in  caso  contrario  viene
    ignorato.

    La sintassi e' < INSEGUI nomeoggetto > dove per "nomeoggetto"
    si  intende  un  nome  appartenente  ad  uno  degli   oggetti
    memorizzati nel catalogo o il nome esteso di un pianeta, Sole
    e  Luna  compresi. Dove si prende  questo  nome?  Corrisponde
    semplicemente  a quello introdotto nella prima riga di  input
    del  catalogo (e' bene semmai avere una stampa su  carta  per
    aiutarsi)  oppure  quello mostrato dalla stessa  finestra  di
    Zoom.

    Lo scopo di questo comando e' di centrare la finestra di Zoom
    sull'oggetto richiesto; questo verra' poi sempre mantenuto al
    centro  anche in caso di successivi ricalcoli.  Se  l'oggetto
    non  esiste con il nome introdotto questo  verra'  segnalato,
    inoltre  se  l'oggetto c'e' ma e'  sotto  l'orizzonte  verra'
    segnalata l'impossibilita' di costruire una finestra Zoom.

    L'oggetto  richiesto puo' trovarsi in qualsiasi  posto  della
    volta  celeste;  pensera'  il  programma  a  costituire   una
    finestra secondo l'ingrandimento corrente.

    Facciamo  un  esempio:  supponiamo  di  aver  calcolato   per
    l'istante  corrispondente alla fase totale di  un'eclissi  di
    Sole prendendo i dati da un annuario. Siamo ancora di  fronte
    alla  visione globale e vogliamo ingrandire il campo in  modo
    tale  da  visualizzare  chiaramente  la  sovrapposizione  dei
    dischi  lunare  e solare. Per prima cosa premiamo  Enter  per
    richiamare  la  finestra di Zoom; poi battiamo il  comando  <
    INSEGUI SOLE > tenendo conto del fatto che se avessimo scelto
    come nome LUNA in questo caso avremmo ottenuto pressocche' lo
    stesso risultato. A questo punto se l'ingrandimento e' troppo
    basso avremo si' al centro del campo Sole e Luna sovrapposti,
    ma  non potremo distinguerne bene i diametri.  Scegliendo  un
    ingrandimento 300 potremo addirittura riempire il campo con i
    due oggetti; battiamo allora < X300 > e vedremo distintamente
    Sole e Luna nel momento culminante della nostra eclisse.

    Per  disattivare l'inseguimento di un oggetto e'  sufficiente
    impostare di nuovo il comando con un altro nome (in tal  caso
    lo Zoom inseguira' il nuovo oggetto) oppure, come vedremo  in
    seguito,  dare dei valori assoluti di altezza o azimuth  alla
    finestra di Zoom.

 


    4.8 - Comando < INTERNI >

    Accessibile, per chi ha una tastiera estesa, anche attraverso
    il tasto funzione F11.

    Mostra sulla sinistra dello schermo la posizione orbitale dei
    pianeti  da    Mercurio  a Marte  come  apparirebbero  ad  un
    osservatore    situato   in   direzione   del    polo    nord
    dell'eclittica;  il  cerchio centrale rappresenta il  Sole  e
    l'origine  delle  longitudini (il punto Gamma) e'  situato  a
    destra.

    Sulla  destra  appaiono le  coordinate  orbitali  geometriche
    proiettate   sul   piano   dell'eclittica,    rispettivamente
    longitudine,  latitudine  e  distanza  dal  Sole  in   Unita'
    Astronomiche.

    Se  si  ha una stampante collegata e' possibile  premendo  il
    tasto  S  effettuare  una riproduzione  su  carta  di  quanto
    visualizzato.

 


    4.9 - Comando < LATI >

    Vi si accede anche tramite il tasto F4.

    Serve  per  l'inserimento  della  latitudine  del  luogo  del
    calcolo.  Se  e' attivo un luogo  predefinito  l'impostazione
    manuale  prevarra' su quella automatica; per ripristinare  le
    coordinate    geografiche   automatiche   sara'    necessario
    richiamare  di  nuovo  il luogo di  osservazione  (comando  <
    LUOGHI> ) ed effettuare un ricalcolo.

    Nell'inserimento non e' possibile inserire soltanto il valore
    dei  gradi; dovremo necessariamente introdurre almeno  uno  0
    per i minuti. Il separatore e' uno spazio.

    L'input   e'  nella  forma  XX  XX.XX  con  la  prima   cifra
    rappresentante i gradi di latitudine, con segno meno se Sud.
    Viene  effettuato  un  controllo sugli  eventuali  errori  di
    introduzione con segnalazione della quantita' errata.

 


    4.10 - Comando < LONG >

    Vi si accede anche tramite il tasto F3.

    Serve  per  l'inserimento  della longitudine  del  luogo  del
    calcolo.  Se  e' attivo un luogo  predefinito  l'impostazione
    manuale  prevarra' su quella automatica; per ripristinare  le
    coordinate    geografiche   automatiche   sara'    necessario
    richiamare  di  nuovo  il luogo di  osservazione  (comando  <
    LUOGHI> ) ed effettuare un ricalcolo.

    Nell'inserimento non e' possibile inserire soltanto il valore
    dei  gradi; dovremo necessariamente introdurre almeno  uno  0
    per i minuti. Il separatore e' uno spazio.

    L'input  e'  nella  forma  XXX  XX.XX  con  la  prima   cifra
    rappresentante  i gradi di longitudine, compresi tra  -180  e
    +180, con segno meno se Ovest. Questo mi e' sembrato il  modo
    piu'  giusto  di  gestire  il  segno  della  longitudine,  ma
    attenzione  alle abitudini perche' diversi programmi,  specie
    provenienti dagli USA, chiedono la longitudine come  negativa
    se Est.

    Anche  qui  ovviamente viene effettuato  un  controllo  sugli
    eventuali  errori  di  introduzione  con  segnalazione  della
    quantita' errata.

 


    4.11 - Comando < LUOGHI >

    Questo comando puo' essere alternativamente eseguito premendo
    il  tasto funzione F7. Affinche' l'archivio venga  richiamato
    deve pero' essere stata attivata l'opzione corrispondente. Se
    questo  non e' stato gia' fatto e' sufficiente  servirsi  del
    comando  <  OPZIONI > oppure premere il tasto F5  e  attivare
    l'accesso all'archivio luoghi.

    Al rilascio viene fornito un archivio gia' contenente tutti i
    capoluoghi  di  provincia  italiani  piu'  qualche  localita'
    minore  sede comunque di un osservatorio astronomico;  infine
    un piccolo numero di citta' straniere che non sara' difficile
    aumentare se esiste un effettivo interesse a farlo.

    Aggiungere  o  modificare  le  coordinate  di  un  luogo   di
    osservazione   e'  molto  semplice:  l'accesso  non   avviene
    direttamente  dal Planetario, come d'altronde accade per  gli
    oggetti,   ma   dal  Menu'  Principale   servendosi   appunto
    dell'opzione di modifica luoghi.

    Dal Planetario avremo invece la possibilita' di  selezionarne
    uno  gia'  esistente,  facilitati dal fatto  che  sono  stati
    inseriti tutti in ordine alfabetico. Trovata la citta' che ci
    interessa   dovremo  pero'  effettuare  un  nuovo   ricalcolo
    premendo  il  tasto  <  R  >.  Questo  comportera'  anche  il
    salvataggio automatico su disco di tutte le opzioni  definite
    al  momento, con il vantaggio che quando il programma  verra'
    richiamato troveremo gia' le coordinate del luogo scelto come
    attive per il calcolo piu' tutte le altre pre-definizioni.

 


    4.12 - Comando < MAGC= >

    Questo  comando serve per limitare ad una  certa  magnitudine
    massima i calcoli sugli oggetti del catalogo. La sintassi  e'
    <  MAGC=XX.XX > dove per XX.XX si intende il  valore  massimo
    della  magnitudine  che  vogliamo entri  nei  calcoli,  senza
    comunque vincoli per i decimali.

    Per mezzo di questo comando e' possibile, se non  interessano
    oggetti  molto  deboli, abbreviare di parecchio  i  tempi  di
    ricalcolo  della  posizione.  Sta  a  noi,  a  seconda  delle
    esigenze  del  momento, impostare un valore  limite  tale  da
    escludere  astri che non ci interessano e guadagnare  percio'
    in velocita' di esecuzione.

    Supponendo  ad  esempio  di dover controllare  per  un  certo
    periodo soltanto la visibilita' di alcuni pianeti in un certo
    luogo,  possiamo tranquillamente limitare la  magnitudine  di
    calcolo a stelle inferiori alla mag. 1 (comando : MAGC=1)  se
    non escludere del tutto gli oggetti stellari (comando OPZIONI
    e   spegnimento  della  funzione  relativa)  abbreviando   di
    parecchio i tempi di attesa perche' in tal caso il Planetario
    in  fase di ricalcolo "salta" gli oggetti che presentano  una
    mag. superiore a quella impostata con il comando < MAGC= >.

    Lo scopo di questo comando, oltre a quello di non "affollare"
    inutilmente   le  mappe  di  oggetti  superflui   e'   quello
    importante  di venire incontro a chi, dotato di una  macchina
    relativamente   lenta   (un  XT  o  un  AT  con   clock   non
    eccessivamente  spinto) vedrebbe come snervante  un  continuo
    ricalcolo di tutti gli oggetti del catalogo. Potrebbe percio'
    ritenere accettabile limitare normalmente la mag. di  calcolo
    a  2.5,  lavorare  sempre con quella, e  ricorrere  a  lunghi
    ricalcoli solo se necessario.

    Ovviamente  l'impostazione  fatta e' memorizzabile,  in  modo
    tale da fissarla al valore che piu' conviene e poi ritrovarla
    sempre  al  richiamo  del  Planetario.  Per  fare  questo  e'
    sufficiente  richiamare lo schermo delle opzioni  (comando  :
    OPZIONI)  e  procedere al salvataggio delle  impostazioni  di
    funzionamento.  Oltre  a quelle presenti sul  video  verranno
    salvati  anche  i valori dati con il comando < MAGC= >  e 
    < MAGL= >.

 


    4.13 - Comando < MAGL= >

    Questo comando segue la stessa sintassi del precedente MAGC=,
    con   la  differenza  che  imposta  la  massima   magnitudine
    visualizzabile  nella  cartina  globale,  senza   influenzare
    quello  che verra' rappresentato nella finestra di Zoom  dove
    comunque  saranno  sempre  rappresentati  tutti  gli  oggetti
    rientranti nei limiti impostati con MAGC=.

    Il  valore inserito non potra' essere ovviamente maggiore  di
    quello  relativo  a  MAGC=  (in  tal  caso  sara'  fatta  una
    forzatura automatica eguagliando i due valori) e valgono  per
    questo comando le stesse regole di memorizzazione relative  a
    MAGC=.

 


    4.14 - Comando < OPZIONI >

    Di   questo  comando  parleremo  diffusamente  nel   prossimo
    capitolo,   in  quanto  si  compone  di   svariate   funzioni
    predefinite che andranno analizzate in dettaglio.

 


    4.15 - Comando < ORA >

    Imposta l'ora del calcolo riferita al Tempo Universale.
    La  sintassi da seguire e' HH MM.MM con la  possibilita'  per
    ore  e  minuti interi di utilizzare una cifra  sola.  Non  e'
    possibile   inserire  soltanto  il  valore  delle   ore;   e'
    necessario  quantomeno  inserire uno spazio e  introdurre  il
    valore  0 per i minuti. Premendo Esc senza inserire  dati  e'
    possibile  lasciare  l'ora  invariata  in  caso  di  rinuncia
    all'input.

    Un  efficace  controllo sulla validita'  dei  dati  impostati
    evita di inserire orari errati, segnalando tra l'altro  anche
    la natura dell'errore. In caso di valori scorretti sia per il
    l'ora che per i minuti verra' comunque segnalato soltanto  il
    primo riscontrato.

    Nell'eventualita'   che   oltre  all'  ora   sia   necessario
    introdurre  anche la data o una delle coordinate  geografiche
    e'  conveniente effettuare il ricalcolo soltanto  all'ultimo,
    premendo il tasto F10.

 


    4.16 - Comando < PIANETI >

    Al comando e' associato il tasto funzione F8.

    Qui  abbiamo  un buon numero di  informazioni  riguardanti  i
    pianeti  del  Sistema  Solare  e  la  Luna,  riferite  ad  un
    osservatore  terrestre. L'utente piu' esperto  sapra'  trarre
    profitto  anche dal fatto che la schermata specifica  che  le
    coordinate sono riferite all'equinozio VERO della data; sara'
    indicato  poi  al  variare delle opzioni  predefinite  se  le
    coordinate siano geocentriche o topocentriche, corrette o  no
    per  l'aberrazione delle fisse e se le  coordinate  azimutali
    siano  rifratte  o  vere.  Ai  pianeti  infine  viene  sempre
    applicata la correzione per il tempo-luce.

    La  magnitudine  visuale calcolata per i  pianeti  e'  quella
    teorica:  non tiene conto dell'estinzione atmosferica ne'  di
    particolari  variazioni dovute alla costituzione  fisica  del
    pianeta   (basti  pensare  a  Saturno,  dove  la   variazione
    dell'angolo  visuale  degli  anelli  comporta   significative
    fluttuazioni  dal  valore medio).  Accettando  questi  valori
    cosi'    come   sono   avremo   comunque   una    indicazione
    sufficientemente  valida  di  quella  che  potra'  essere  la
    brillanza in cielo del pianeta.

 


    4.17 - Comando < PUNTA >

    Accessibile anche con il tasto funzione F6.

    Questo  comando e' utilizzabile soltanto all'interno  di  una
    finestra  di Zoom attivata. Genera un puntatore mobile  sullo
    schermo  di  forma rettangolare che puo' essere  spostato  in
    qualsiasi  area  della finestra di Zoom con l'uso  dei  tasti
    freccia.  Contemporaneamente,  in basso  sul  video,  vengono
    rappresentate le coordinate azimutali e orarie del centro del
    cursore,  con  valori decimali.  L'arrotondamento  di  questi
    valori  dipende  in pratica dal fattore  di  Zoom  impostato:
    maggiore sara' quest'ultimo, migliore sara' l'indicazione dei
    valori forniti dal cursore.

    Le   coordinate  restituite  dal  puntatore  possono   essere
    facilmente utilizzate da chi ha un telescopio "in  stazione",
    ovvero   con  gli  assi  delle  coordinate  riportate   sulla
    montatura posizionati secondo la propria latitudine (nel caso
    di  una  montatura equatoriale) o sul meridiano  locale  (per
    piccoli  telescopi  con montatura azimutale).  E'  un  metodo
    decisamente   piu'   comodo  e  veloce  rispetto   a   quello
    tradizionale (cartine celesti o cercatore).

    In basso e' presente un ulteriore menu' di comandi: l'opzione
    <  V  >  e' un interruttore che  permette  di  velocizzare  o
    rallentare la velocita' di movimento del puntatore.  Premendo
    <  S  >  avremo  la possibilita'  di  stampare  su  carta  il
    contenuto del video (puntatore compreso) mentre il comando  <
    C > si rivela utilissimo per conoscere il nome da  introdurre
    poi  nello  Zoom  di  un  oggetto  o  per  visualizzarne   le
    coordinate.

    A  proposito  di  quest'ultimo comando c'e' da  dire  che  le
    coordinate equatoriali visualizzate si riferiscono ai  valori
    apparenti   se  e'  stata  attivata  l'opzione  del   calcolo
    dell'aberrazione  delle fisse, altrimenti sono calcolate  per
    il piu' vicino inizio dell'anno di Bessel. Ripeto ancora  che
    i  metodi  di calcolo sono rigorosi, per cui se  in  archivio
    l'oggetto   e'  stato  inserito  con  i  valori  massimi   di
    precisione reperibili nei cataloghi professionali i valori in
    uscita   saranno   praticamente  allo   stesso   livello   di
    precisione.

    Per  quanto  riguarda i nomi degli oggetti  visualizzati  dal
    comando < C > quello che puo' essere utilizzato dal comando <
    INSEGUI  >  e'  il primo che appare in  alto.  Attenzione  ad
    eventuali spazi presenti!

 


    4.18 - Comando < STAMPA >

    Questo comando permette la stampa su carta del contenuto  del
    video.  E'  sufficiente avere a  disposizione  una  stampante
    grafica con carrello a 80 colonne con emulazione IBM o EPSON.
    Si  tratta  per fortuna della  stragrande  maggioranza  delle
    stampanti attualmente collegabili ad un PC ma sarei  comunque
    interessato di venire a conoscenza di eventuali problemi  con
    stampanti di altro tipo.

    Come  ho  gia' accennato non c'e' alcun bisogno  di  caricare
    drivers  in memoria; mi riferisco al famigerato  GRAPHICS.EXE
    che comunque non e' ancora, al momento attuale (MS-DOS 4.01),
    in  grado di produrre un print screen su Hercules. Questo  mi
    ha  convinto  a  produrre dei drivers  interni  in  grado  di
    funzionare piuttosto bene su tutte le schede grafiche  citate
    all'inizio  di  questo manuale. A causa della  diversita'  di
    risoluzione  delle  varie  schede  l'uscita  su  carta  avra'
    dimensioni  leggermente  differenti al variare  della  scheda
    video  utilizzata;  inoltre  sotto  V.G.A.  la  stampa  dello
    schermo sara' inclinata di 90 gradi rispetto le altre.

 


    4.19 - Comandi < +nZ[A] > e < +nHA >

    Questo comando permette di spostare il centro della  finestra
    di Zoom di un certo numero di gradi di Azimuth a sinistra o a
    destra  oppure  di  impostare manualmente un  Azimuth  ad  un
    determinato valore assoluto. Vediamone la sintassi con alcuni
    esempi:

    1)  <  +20Z >  aumenta di 20 gradi l'azimuth  centrale  della
    finestra.  Se e' attivo l'inseguimento di un  oggetto  questo
    viene  disattivato,  come d'altronde avverra' per  i  comandi
    seguenti.

    2) < -100Z > diminuisce l'azimuth centrale della finestra  di
    100  gradi.  Se il valore dovesse  diventare  negativo  viene
    normalizzato nell'intervallo 0 - 360 gradi.

    3) < +90ZA > in questo caso lo spostamento e' assoluto. Viene
    percio'  definito  pari  a 90 gradi  il  valore  centrale  di
    azimuth  della  finestra. Sarebbe come dire  di  centrare  il
    punto di vista a Est (per l'emisfero boreale). Il segno +  e'
    comunque   obbligatorio;  e'  possibile,  ma  poco   pratico,
    utilizzare  anche il segno "-". Dare un comando del tipo <  -
    90ZA  > significa in pratica impostare l'azimuth  centrale  a
    270 gradi, cosa che puo' essere fatta piu' direttamente con <
    +270ZA >.

    Il  discorso per l'altro comando di spostamento < +nHA  >  e'
    esattamente  lo stesso, soltanto che in questo caso  possiamo
    variare l'altezza centrale della finestra di Zoom. L'utilita'
    di questi comandi sta nel fatto che possiamo spostarci  molto
    velocemente  di  quanti gradi vogliamo sulla  volta  celeste,
    oppure impostare dei valori statici di rappresentazione della
    finestra, inquadrando sempre una stessa zona di cielo vedendo
    poi con successivi ricalcoli lo spostarsi degli oggetti.

 


    4.20 - Comando < Xnnn >

    Questo   comando   permette   di  variare   il   fattore   di
    ingrandimento della finestra di Zoom corrente con valori  che
    vanno da 2 a 18000.

    Con  valori piccoli apparira' anche la linea  dell'orizzonte,
    mentre  oltre  i  90  gradi  di  altezza  non  verranno  piu'
    disegnati  oggetti.  Ingrandendo  sempre di  piu'  i  pianeti
    mostreranno il loro diametro reale, Giove mettera' in risalto
    i  suoi satelliti Medicei e, oltre i 100 ingrandimenti  tutti
    gli oggetti avranno accanto il loro primo nome.

    Sono   accettati   anche  valori  decimali,  anche   se   poi
    l'indicatore  del  fattore  di Zoom in alto  a  destra  sullo
    schermo effettuera' un arrotondamento all'intero piu' vicino.

 


                    5 - LA FINESTRA DELLE OPZIONI



    Premendo F5 oppure digitando il comando < OPZIONI > si accede
    ad  uno  schermo  contenente  14  interruttori  memorizzabili
    permanentemente  nel programma (comando < R >). Per  cambiare
    lo stato di questi switch e' sufficiente portarci accanto  la
    freccia indicatrice servendosi dei tasti freccia del computer
    e  premere Enter. Quando l'opzione e' attiva apparira' in  un
    piccolo riquadro un simbolo simile ad una 'V'.
    Vediamole singolarmente:


    1) MOSTRA L'EQUATORE CELESTE NELLE MAPPE.
       Verra'  mostrato l'equatore celeste in entrambi i modi  di
       visualizzazione (globale e zoom) rappresentandolo con  una
       linea  continua. La visualizzazione non tiene conto  della
       rifrazione   atmosferica,  per  cui  viene   rappresentato
       l'aspetto vero dell'equatore, non quello apparente.

    2) MOSTRA L'ECLITTICA NELLE MAPPE.
       Viene   fornita   una   rappresentazione   non    rifratta
       dell'eclittica.  Il  calcolo purtroppo richiede  un  certo
       tempo  ogni qual volta si deve disegnare uno  schermo  per
       cui   e'   consigliabile   ricorrere   alla   riproduzione
       dell'eclittica solo quando e' necessario, subito prima  di
       una stampa ad esempio. A causa della visione non  rifratta
       potra' accadere che a forti ingrandimenti l'eclittica  non
       tagli  esattamente  al centro il disco  solare,  cosa  che
       accadra' invece se disabiliteremo l'opzione 11.

    3) MOSTRA GRIGLIA COORDINATE NELLE MAPPE.
       Attiva  la  visualizzazione di una griglia  di  coordinate
       all'interno  delle  mappe. Nella visione  globale  vengono
       rappresentati  3  cerchi  di  altezza  distanti  30  gradi
       ciascuno (compreso l'equatore) e 12 in azimuth distanti 30
       gradi  ciascuno,  nello  Zoom ci  si  limita  a  riportare
       all'interno le ccordinate gia' presenti.

    4) MOSTRA I NOMI DEGLI OGGETTI NELLE MAPPE.
       Se  attiva  mostra  i  nomi degli  oggetti  in  base  alle
       priorita'  stabilite  normalmente: i due flag  'S'  e  'N'
       nella  scheda oggetto e l'ingrandimento maggiore  di  100,
       altrimenti  disattiva  la  visualizzazione  di   qualsiasi
       nome.

    5) MOSTRA I SATELLITI MEDICEI DI GIOVE.
       Qualora  il  disco  di  Giove  cominci  ad  assumere   una
       dimensione  visibile  vengono mostrati i 4  satelliti  Io,
       Europa, Ganimede e Callisto nella loro posizione  rispetto
       al  pianeta. Attenzione: a prescindere dalla posizione  di
       Giove in cielo l'equatore gioviano e' sempre supposto come
       orizzontale,  per cui le posizioni dei satelliti non  sono
       reali in altezza e azimuth ma solamente rispetto a Giove.

    6) RIEMPIE IL DISCO SOLARE - SVUOTA IL DISCO LUNARE.
       E' utile piu' che altro per dare una rappresentazione piu'
       realistica  di eclissi di Sole. Provoca il riempimento  di
       colore giallo del disco del Sole e lo svuotamento di tutto
       cio'  che invece capita all'interno del disco della  Luna,
       simulando   proprio  l'effetto  associato  ad   un'eclisse
       solare.

    7) CALCOLO E VISUALIZZAZIONE DEI PIANETI DEL S.S.
       Esclude o abilita nel calcolo e nella visione i pianeti da
       Mercurio  a  Plutone.  Il  Sole  e  la  Luna  sono  invece
       inescludibili   da  entrambe  le  funzioni.  RICHIEDE   UN
       RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE.

    8) CALCOLO E VISUALIZZAZIONE DEGLI OGGETTI DEL CATALOGO.
       Esclude  o  abilita nel calcolo tutti  gli  astri  facenti
       parte  del catalogo oggetti. Abbrevia di molto i tempi  di
       ricalcolo  se  siamo interessati soltanto a  fenomeni  che
       coinvolgono  pianeti  o in caso di eclissi  solari.  Utile
       ad  esempio  nel  caso  dovessimo  trovare  l'istante  del
       sorgere  e del tramonto di un oggetto del S.S. e  vogliamo
       risparmiare  una notevole quantita' di tempo. RICHIEDE  UN
       RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE.

    9) CALCOLO DELLA PARALLASSE LUNARE.
       Se attiva calcola le coordinate lunari tenendo conto della
       posizione   dell'osservatore   sulla   Terra   (coordinate
       topocentriche)   altrimenti   viene   fatto   un   calcolo
       geocentrico. RICHIEDE UN RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE O LA
       DISATTIVAZIONE.

   10) CALCOLO DELLA PARALLASSE PER IL SOLE E I PIANETI.
       Se attiva calcola le coordinate di Sole e pianeti  tenendo
       conto   della  posizione  dell'osservatore   sulla   Terra
       (coordinate  topocentriche)  altrimenti  viene  fatto   un
       calcolo   geocentrico.   RICHIEDE   UN   RICALCOLO    DOPO
       L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.

       
   11) CALCOLO DELLA RIFRAZIONE ATMOSFERICA (760 T./18* C.).
       Permette  di  tenere  conto  o  meno  nei  calcoli   della
       rifrazione   atmosferica,  calcolata  per  un  valore   di
       pressione pari a 760 Torr e una temperatura di 18* C.  Non
       e'   possibile  variare  questi  parametri.  RICHIEDE   UN
       RICALCOLO DOPO L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.

   12) ABERRAZIONE DELLE FISSE PER TUTTI GLI OGGETTI.
       E'  possibile aumentare ancora di piu' la  precisione  dei
       calcoli includendo anche l'effetto dovuto alla  cosiddetta
       aberrazione  delle fisse. Se questa opzione viene  esclusa
       le coordinate degli oggetti del catalogo vengono calcolate
       per  l'inizio  del  piu'  vicino  anno  di  Bessel,  dando
       comunque   una   precisione  gia'   sufficiente   per   la
       ricostruzione  di  fenomeni  molto  "critici".  Includendo
       anche   l'aberrazione  arriviamo  invece  alla   posizione
       apparente dell'astro, coincidente effettivamente a  quella
       reale.  Questa  correzione, applicata  anche  ai  pianeti,
       serve   soltanto  se  vogliamo  ottenere  una   precisione
       assoluta  nei calcoli di posizione. RICHIEDE UN  RICALCOLO
       DOPO L'ATTIVAZIONE O LA DISATTIVAZIONE.

   13) CALCOLO CON DATA E ORA PRELEVATI DAL TIMER DI SISTEMA.
       E' possibile fare in modo che quando si prema il tasto F10
       per effettuare un ricalcolo il programma vada a  prelevare
       automaticamente   data   e  ora  dal  timer   di   sistema
       risparmiandoci  cosi'  di inserire ogni volta  i  dati  ma
       soprattutto  permettendo di seguire praticamente in  tempo
       reale  lo  svolgersi di un fenomeno. Quando  l'opzione  e'
       attiva  viene  rifiutato l'input manuale di  data e ora.

   14) LUOGHI DI OSSERVAZIONE PREDEFINITI.
       E'   possibile  escludere  la  possibilita'  di   accedere
       all'archivio degli oggetti.

 


                          6 - LE APPLICAZIONI



    Abbandoniamo il Planetario e torniamo al Menu' Principale  di
    Galileo.  Selezionando  il menu'  APPLICAZIONI  troviamo  tre
    programmi di utilita' ognuno in grado di svolgere un  compito
    ben preciso. Vediamoli.


    6.1 - Effemeridi dei Satelliti Medicei.

    Questo  programma  si  occupa di ampliare  una  funzione  che
    comunque e' gia' in qualche modo implementata all'interno del
    Planetario:  l'analisi  dei fenomeni mutui di  posizione  dei
    Satelliti  Medicei.  Da questo modulo e'  comunque  possibile
    analizzare questi fenomeni con piu' accuratezza,  ingrandendo
    la  zona  attorno al disco di Giove in modo tale  da  trovare
    l'istante  esatto di una occultazione o di un  transito.  Non
    sono  ad ogni modo previsti fenomeni connessi  all'ombra  dei
    satelliti.

    Inoltre  durante  il  loro  cammino  questi  saranno   sempre
    visibili,  anche  se  occultati dietro  il  disco  di  Giove;
    bastera'  ricordare  che  passano dietro  il  disco  gioviano
    quando  si  muovono  da destra verso sinistra  e  vi  passano
    davanti quando hanno una direzione contraria.

    Un'altra  funzione interessante e' il CLOCK in  tempo  reale:
    attivato  o  disattivato mediante il tasto Enter  calcola  la
    posizione  istantanea  dei  Satelliti  Medicei  aggiornandone
    automaticamente la posizione ogni 10 secondi.

    Lo  spostamento  manuale della data avviene tramite  i  tasti
    funzione  e i tasti '+' e '-' come descritto dalla pagina  di
    aiuto accessibile premendo il tasto '?'.

 


    6.2 - Elongazioni dei pianeti del S.S.

    Questo modulo mostra l'elongazione in Ascensione Retta di  un
    qualsiasi  pianeta  del  Sistema  Solare  rispetto  il  Sole.
    L'utilita'  pratica  consiste  nel permettere  con  un  colpo
    d'occhio di ricavare i periodi piu' favorevoli dell'anno  per
    l'osservazione  di un pianeta. Quando questo sara' vicino  al
    Sole sara' in congiunzione, percio' inosservabile, quando  lo
    troveremo  ai  bordi  del  riquadro vorra'  dire  che  e'  in
    opposizione  al Sole, quindi in un periodo favorevole per  le
    osservazioni.

 


    6.3 - Eclissi lunari d'ombra

    Questo programma e' interessantissimo, in quanto permette  di
    svolgere  nell'arco di pochi minuti (o in pochi  secondi,  se
    siete  tra  i  pochi fortunati a  possedere  un  coprocessore
    matematico) calcoli reperibili di solito soltanto per  l'anno
    in corso e in ogni caso lunghissimi da fare manualmente.

    Il programma calcola, in Tempo delle Effemeridi, gli  istanti
    di  inizio, centralita' e fine delle eclissi  lunari  d'ombra
    che occorrono in un certo anno, con scarti contenuti al  piu'
    entro 1 minuto dai valori veri. Oltre questo ne viene fornita
    anche una rappresentazione grafica rispetto all'eclittica che
    si puo' stampare su carta.

    Opzionalmente  e' possibile ottenere una stampa di tutti  gli
    orari delle fasi lunari riferiti sempre allo stesso anno, con
    uno scarto medio di + o - 0.3 minuti dal valore vero.
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