Autore Topic: Le radio digitali non vanno in paradiso.  (Letto 664 volte)

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Offline Girberto

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Le radio digitali non vanno in paradiso.
« il: Mar 21 Giu, 11:16 2022 »

Da quello che ho potuto notare in questi ultimi anni è che le radio digitali, compagne di viaggio contemporanee, non hanno il lusso di durare  a lungo.
Tra riparazioni, e difetti vario genere, la mano in tasca ci va spesso, ma non per pose aristocratiche, di future fotografie in bianco e nero, no no, è per prenderlo, aprirlo e sganciare soldi.
Durante una riparazione di un icom 706 mk2g ho notato che il display dopo qualche tempo si sbiadisce, e bisogna cambiare, pensate un poco, una pellicola polarizzata appiccicata sul suo vetrino.
Anche su youtube vi sono tutorial di come cambiarla. E non solo, varie riparazioni di diverse radio, che secondo il mio punto di vista dovrebbero durare, non  dico in eterno, ma almeno dopo tantissimi anni.
Ho delle radio analogiche, con la manopola per cambiare la frequenza, relè meccanici, filtri in LRC  e via discorrendo, fanno ancora bella figura sulla mia scrivania e dopo 40 anni funzionano bene, mai una riparazione.
Mi sa che questo mondo digitale è solo una grande speculazione, dove ci infarinano di belle e sane parole ma alla fine la realtà è che  tutto, è destinato alla bella mostra di qualche isola ecologica.
Salutoni a tutti e buona estate.
Gir.


Offline charles_forever

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #1 il: Mar 21 Giu, 11:31 2022 »
Si chiama "obsolescenza programmata". Oggidì si fa in modo che un prodotto duri "un certo numero di anni", poi si cambia. Io ho radio militari dell'ultima Guerra Mondiale, che vanno via come sputnik, senza aver mai cambiato nulla nel circuito. Idem radio anni '60 / '70, ancora perfette, tipo una linea Yaesu FRDX - FL 400. Le facevano per durare...

Charles
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Offline IW2BSF

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #2 il: Mar 21 Giu, 12:10 2022 »

vero.... si e no !

pure radio di 20 , 30 o passa anni fa , ora hanno i loro piccoli o grandi problemi .....

vedi se le tieni a lungo tempo nei cassetti senza mai accenderle i vari problemi con i dannati  elettrolitici in SMD !


o appunti i vari problemi ai display LCD , o piccole perdite con le solite macchie nere o i soliti problemi alle gomme conduttive  ...

( quandi colleghi , ma tanti, che ho aiutato per il display nel mitico kenwood TH-79 ).

che affliggono radio anche di marca come Kenwood e allora made in japan .


73 de IW2BSF - Rudy


Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #3 il: Mar 21 Giu, 12:54 2022 »
Saluti. Il titolo della discussione però non sarebbe corretto, con radio digitali si intende quelle che funzionano in digitale al posto dell’analogico, sarebbe più coretto parlare di complessità delle apparecchiature che appunto diventano sempre più sofisticate e di conseguenza sempre più soggette a rotture.

Il detto dice che quello che non c’è non si rompe e se togli ad esempio i potenziometri pulsanti i metti i comandi a touch screen questi non si romperanno mai visto che non ci sono, di contro se parte il touch screen non funziona più nulla, insomma ci sono pro e contro.

La obsolescenza programmata non è un mistero ma non mi sembra che il mercato delle radio punti a questo e se nel tuo icom 706 mk2g è sorto un problema è una cosa normale, in fondo ha un paio di decenni alla spalle e tutto prima o poi si rompe, il mio della prima serie non ha alcun problema quindi non ne farei un dramma e nemmeno un complotto fatto dai produttori, poi come giustamente sottolinea IW2BSF, le radio di vecchia e vecchissima generazione si rompono pure quelle e si rompevano anche all’epoca quando erano nuove, magari non gli partiva il display che non aveva ma qualcos’altro di sicuro si. :)

Offline Girberto

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #4 il: Mer 22 Giu, 09:20 2022 »
Saluti. Il titolo della discussione però non sarebbe corretto, con radio digitali si intende quelle che funzionano in digitale al posto dell’analogico, sarebbe più coretto parlare di complessità delle apparecchiature che appunto diventano sempre più sofisticate e di conseguenza sempre più soggette a rotture.

Il detto dice che quello che non c’è non si rompe e se togli ad esempio i potenziometri pulsanti i metti i comandi a touch screen questi non si romperanno mai visto che non ci sono, di contro se parte il touch screen non funziona più nulla, insomma ci sono pro e contro.

La obsolescenza programmata non è un mistero ma non mi sembra che il mercato delle radio punti a questo e se nel tuo icom 706 mk2g è sorto un problema è una cosa normale, in fondo ha un paio di decenni alla spalle e tutto prima o poi si rompe, il mio della prima serie non ha alcun problema quindi non ne farei un dramma e nemmeno un complotto fatto dai produttori, poi come giustamente sottolinea IW2BSF, le radio di vecchia e vecchissima generazione si rompono pure quelle e si rompevano anche all’epoca quando erano nuove, magari non gli partiva il display che non aveva ma qualcos’altro di sicuro si. :)

Sarà, ma quel problema che tu chiami "cosa normale" costa, e alla fine quella stessa radio acquistata anni fa, con privazioni e sacrifici,  non solo oggi costa una miseria, svalutata, mentre la riparazione costa  quanto una radio nuova.
La barzelletta " quello che non c'è non si rompe, mi fa ridere, sai il perchè, per il semplice fatto che di barzellette c'è ne sono tante tra cui " non comprare nulla e nulla ti si rompe"
Insomma io credo che una radio che costa o che è costata fior di quattrini non dovrebbe avere una pellicola polarizzata che col tempo si depolarizza quindi da cambiare, ma dovrebbe essere costruita con pezzi diversi da durare.
Ripeto ho una radio con display a led mai avuto un problema, rispetto a radio che se le metti in un cassetto per un mese non funzionano più.
73 Gir


Offline Girberto

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #5 il: Mer 22 Giu, 09:26 2022 »

vero.... si e no !

pure radio di 20 , 30 o passa anni fa , ora hanno i loro piccoli o grandi problemi .....

vedi se le tieni a lungo tempo nei cassetti senza mai accenderle i vari problemi con i dannati  elettrolitici in SMD !


o appunti i vari problemi ai display LCD , o piccole perdite con le solite macchie nere o i soliti problemi alle gomme conduttive  ...

( quandi colleghi , ma tanti, che ho aiutato per il display nel mitico kenwood TH-79 ).

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73 de IW2BSF - Rudy
Infatti non dovrebbe essere così, acquistai una videocamera,  che la usai una solo volta durante un matrimonio, poi, per circa 4 mesi non fu usata, dovetti partire in quanto marconista, quanto tornai, la videocamera aveva il sensore guasto e la riparazione mi costava quanto una videocamera nuova, alla fine fu donata.
Usata una sola volta, una sola volta.
Salutoni Gir

Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #6 il: Mer 22 Giu, 13:16 2022 »
Citazione
radio acquistata anni fa, con privazioni e sacrifici,  non solo oggi costa una miseria, svalutata, mentre la riparazione costa  quanto una radio nuova.
Questa è una situazione comune per qualsiasi cosa, da nuova costa ma da usata non te la valutano più nulla, vedi ad esempio le automobili gli smartphone ecc Quando fanno la pubblicità ad un nuovo prodotto ti fanno capire che è opera di dio in persona ma quando subentra il modello nuovo ti dicono che il modello precedente è vecchio obsoleto e che vale zero e spesso si fa prima a buttarlo che a ripararlo visti i costi, nulla di nuovo comunque.

Citazione
La barzelletta " quello che non c'è non si rompe, mi fa ridere…
Era in senso metaforico, nel senso che più una cosa è complessa è più è facile che qualcosa si rompa.

Citazione
Insomma io credo che una radio che costa o che è costata fior di quattrini non dovrebbe avere una pellicola polarizzata.
Su questo punto non sono d’accordo, una pellicola polarizzata (presente tra l’altro su numerosissimi apparati) non rappresenta un problema e non è una scelta pensata all’economia e il problema che hai avuto tu non è un problema poco comune che di solito non si presenta, è successo a te pazienza come a me successo che in un paio di radio mi sono saltati i led che tu difendi.

Citazione
credo che una radio che costa … dovrebbe essere costruita con pezzi diversi da durare.
Il costo elevato non ha ovviamente nulla a che vedere con l’affidabilità e come ripeto, i guasti ci sono e ci saranno sempre e tu sei solo stato sfortunato.

Offline IW2BSF

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #7 il: Mer 22 Giu, 13:58 2022 »

chissa' se dopo le varie proteste delle associazioni dei consumatori l'OBSOLESCENZA PROGRAMMATA ci sara' ancora nei vari prodotti , che dite ?

e chissa' se ci sara' anche tra le nostre radio ?


Dimenticavo anche le vari partite di radio (Kenwood , Yaesu) che dopo tot c'erano da cambiare i vari filtri di media a 455 KHz .... ricordate ? assurdo !!!

Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #8 il: Mer 22 Giu, 14:08 2022 »
Io però non farei delle cospirazioni a tutti i costi solo perché vanno di moda soprattutto per i vecchi modelli, questi ma anche quelli nuovi hanno spesso dei difetti di progettazione che con il tempo escono allo scoperto e le rotture a lungo termine sono sempre una incognita per ogni apparecchiatura, ricordiamoci ad esempio gli elettrolitici di molti portatili degli anni 90 soprattutto Standard e Kenwood, non lo hanno di certo fatto apposta dandosi così la zappa sui piedi ma capita, basta anche una sola componente malandrina e la frittata è fatta.

Offline tecnico

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #9 il: Mer 22 Giu, 17:09 2022 »
In generale, piace pensare al Gomblotto. Anche quando i complotti non c'entrano un fico secco. I tecnici sanno perché i filtri andavano in fault oppure i condensatori. ...  ma anche solo chi si informa correttamente. Gli altri penseranno ad un tavolino dove diabolici progettisti studiavano i guasti futuri. Attualmente in molti paesi l'obsolescenza programmata è semplicemente un crimine (truffa) e se scoperta l'azienda viene sanzionata. Certo la tentazione è forte.
Buoni "gomblotti".
Non ho bisogno di indossare maschere. Posso piacere o non  piacere, non è un problema mio. Del resto nemmeno a me piacciono tutti. Anzi mi piacciono in pochi. Molto pochi.

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #10 il: Mar 28 Giu, 09:44 2022 »
A volte penso (e sostengo) che la questione de l'obsolescenza programmata, sia una forma di controllo tremenda. Chi mi assicura che il sudato FT991 tra un po' non si pianti e mi dica: "Factory timeout You cannot use this legacy device." ???
Il firmware me lo sono scaricato e debuggato, ma essendo le mie conoscenze di assembler ferme a diversi anni fa, pur avendo contezza delle operazioni e delle strutture utilizzate, non mi è stato possibile scendere a livelli troppo atomici. E già dividere in 3 frammenti il codice (già parecchio confuso), non rende di suo le cose più semplici.
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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #11 il: Mar 28 Giu, 11:15 2022 »
Quando si progetta un circuito elettronico esistono regole ben precise per determinarne il Mean Time Between Failure ovverosia il tempo medio fra due guasti. Che significa in parole povere "dopo quanto si guasta per la prima volta". È un parametro fondamentale che ogni progettista deve saper tenere sotto controllo e spesso è una richiesta del cliente.
Dipende dalla qualità dei componenti che si usano e di come li si usano, cioè quanto le loro condizioni operative siano vicine al loro limite massimo di sopportazione (solitamente in termini di potenza dissipata). Infatti esistono regole per il derating cioè ad es. una resistenza da 1 W non può essere usata per dissipare 1 W ma al massimo intorno a 0.7W e lo stesso per ogni diodo, transistor, condensatore ecc... poi ci sono i cicli di accensione, i vari modi operativi (ad es. in standby oppure con tutte le funzioni accese) ecc...
Ovviamente si tratta di calcoli basati sulla statistica, non si può predire esattamente quando il mio circuito si guasterà, ma se ne produco un enorme numero tutti uguali la maggior parte di essi si guasteranno entro un intervallo ragionevolmente stretto intorno al MTBF.
Questo per dire che non è detto che dietro l'obsolecenza programmata ci sia necessariamente un dolo, è la natura che fa si che un dispositivo elettronico progettato e realizzato in un certo modo dopo un determinato tempo avrà una probabilità molto alta di guastarsi (tra l'altro è possibile prevedere, sempre in modo probabilistico, come si guasterà...)
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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #12 il: Mar 28 Giu, 11:16 2022 »
A volte penso (e sostengo) che la questione de l'obsolescenza programmata, sia una forma di controllo tremenda. Chi mi assicura che il sudato FT991 tra un po' non si pianti e mi dica: "Factory timeout You cannot use this legacy device." ???
Il firmware me lo sono scaricato e debuggato, ma essendo le mie conoscenze di assembler ferme a diversi anni fa, pur avendo contezza delle operazioni e delle strutture utilizzate, non mi è stato possibile scendere a livelli troppo atomici. E già dividere in 3 frammenti il codice (già parecchio confuso), non rende di suo le cose più semplici.


beh quella del 991 ( non "A" ) rasenta quasi la barzeletta , il ridicolo !  mi pare ho fatto pure un articolo su questa cosa nel mio sito web ....

spero e credo che NON lo abbiano fatto di proposito ma tra quello e il mobile  bibanda prima serie FTDM-400 .... una vera moria di finali RF !

e la cosa e' andata avanti per parecchio e la casa madre non lo riconosceva neppure in garanzia , cosa molto grave !  çç29


Poi con le NUOVE versioni di questa radio , pare abbiano risolto ....  come sempre fanno fare da beta-tester a noi clienti "paganti" .... NO BUONO !!!  çç29


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Offline tmmlrd

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #13 il: Mar 28 Giu, 11:21 2022 »
A volte penso (e sostengo) che la questione de l'obsolescenza programmata, sia una forma di controllo tremenda. Chi mi assicura che il sudato FT991 tra un po' non si pianti e mi dica: "Factory timeout You cannot use this legacy device." ???
Il firmware me lo sono scaricato e debuggato, ma essendo le mie conoscenze di assembler ferme a diversi anni fa, pur avendo contezza delle operazioni e delle strutture utilizzate, non mi è stato possibile scendere a livelli troppo atomici. E già dividere in 3 frammenti il codice (già parecchio confuso), non rende di suo le cose più semplici.


beh quella del 991 ( non "A" ) rasenta quasi la barzeletta , il ridicolo !  mi pare ho fatto pure un articolo su questa cosa nel mio sito web ....

spero e credo che NON lo abbiano fatto di proposito ma tra quello e il mobile  bibanda prima serie FTDM-400 .... una vera moria di finali RF !

e la cosa e' andata avanti per parecchio e la casa madre non lo riconosceva neppure in garanzia , cosa molto grave !  çç29


Poi con le NUOVE versioni di questa radio , pare abbiano risolto ....  come sempre fanno fare da beta-tester a noi clienti "paganti" .... NO BUONO !!!  çç29


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Una volta che abbiamo tacitamente accettato di farlo per Microsoft (i beta tester non pagati) poi si sono aggregati purtroppo tutti. In più inizia a dilagare l'assenza di controllo qualità cinese... e siamo dove siamo.

Credo che almeno la metà dei cellulari che ho posseduto negli ultimi 20 anni, come pure le fotocamere, i TV ecc... siano andati almeno una volta a riparare in garanzia nelle prime settimane di vita (con disagi associati per chi li aveva comprati per usarli quotidianamente  e non per tenerli in un cassetto a disposizione della casa madre!)
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Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #14 il: Mar 28 Giu, 13:01 2022 »
Il famoso problema del 991A però, come quello dei finali dell’FTM-400 nulla centrano con la volontà di autodistruggere il buon nome del proprio autorevole marchio, questi sono errori di progettazione che hanno anche un grave impatto sul buon nome del produttore che di certo non vuole darsi la zappa sui piedi, tra l’altro nulla di nuovo, la storia è piena di rtx nati male già dai tempi delle valvole.

Citazione
Credo che almeno la metà dei cellulari che ho posseduto negli ultimi 20 anni, come pure le fotocamere, i TV ecc..
Il problema è sempre lo stesso, ovvero la quantità al posto della qualità, cosa che in passato non accadeva ma con il passare dei decenni i produttori hanno capito che investire sull’affidabilità ha poco senso, sia perché se non si rompe mai, quando avrai finito i potenziali clienti dovrai chiudere baracca, sia perché tutto tende a diventare obsoleto a causa dell’avanzare delle tecnologia che corre sempre più veloce, ad esempio: che senso ha fare una TV che dura in eterno se dopo un certo numero di anni non funzionerà più perché lo standard cambia di continuo.

Offline IU8QGL

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #15 il: Mar 28 Giu, 16:04 2022 »
Permettimi però di dire che è inconcepibile immettere sul mercato un prodotto senza prima aver studiato a menadito tutti i problemi che potrebbe presentare. Gli ingegneri che l'hanno progettato non fanno bella figura se dopo qualche meseil prodotto deve essere richiamato in fabbrica per gli aggiornamenti.

Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #16 il: Mar 28 Giu, 16:38 2022 »
Il controllo qualità, le grosse case costruttrici lo fanno anche perché è nel loro interesse ma a volte qualcosa sfugge, sono difetti di gioventù e sempre ci
saranno oggi come domani, certo alcuni sono anche seri ma così è, vedi ad esempio le automobili, perfino quelle di lusso possono avere dei difetti seguito dal classico richiamo ...Ferrari compresa. :)

Offline IU8QGL

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #17 il: Mar 28 Giu, 19:11 2022 »
D'accordo, ma se una radio ha problemi proprio con i finali allora vuol dire che a monte qualcosa è stata fatta male. Non è un difetto di gioventù.

Offline Omino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #18 il: Mar 28 Giu, 19:20 2022 »
I finali sono proprio tra le parti più delicate e ad esempio una non corretta dissipazione del calore rappresenta un problema molto comune tra gli rtx che però spesso esce allo scoperto solo nel tempo.

Offline ziorick2018

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #19 il: Mar 28 Giu, 19:42 2022 »
Molto spesso (l'ho imparato a mie spese) il vero problema sta tra il microfono e le orecchie  çç45
Prendiamo ad esempio l'FT-817, parlo di questo perché e l'ho e lo conosco, quindi parlo per reale esperienza. Prima di acquistare questo (perfettamente originale), mi sono cimentato in più di una riparazione (il mio deve essere riallineato ma non ho voglia... il ciabattino va con le scarpe rotte) il più delle volte dovute all'innalzamento della potenza (può essere tirato facilmente fino ad oltre 8W), quando già a 5W non ha dissipazione sufficiente in condizioni di alto ROS. Il dissipatore-cassa è sufficiente per 5W in FM a basso duty-cycle T/R in condizioni di ottimo accordo. Eppure ho visto gente che con l'antennina in dotazione e la sezione "LUNGA" andare in 6 mt. Il problema non è il finale (richiamato mi pare un paio di volte) ma ciò che c'è tra il microfono e le orecchie: o meglio, quello che dovrebbe esserci e non c'è.  >:D  >:D

Il 991... altro pezzettino che troneggia sul mio tavolo. Parliamo anche di quello... Problemi di accordo? Triti e ritriti... l'accordatore, a parte che non è la panacea di tutti i mali, non fa il tuning in caso di altissima o bassissima impedenza: E GRAZIE!!!! E giù modifiche hardware per farlo andare... A che scopo? Non si sa... E comunque il mio (non è un A) con il tuner attivo con ROS a 1.5:1 scalda come una stufa. Senza tuner nemmeno se ne accorge. Anche qui... tra qualcuno che ho provato prima di prendere questo (come mamma l'ha fatto anche lui) ne ho visti tirar fuori bei 150/200 Watt solo regolando il "SERVICE MENU". Probabilmente chi lo ha fatto non aveva una strumentazione da allineamento... Lasciamo stare... Il problema è sempre lì dove ho detto prima.

La preoccupazione maggiore che posso avere è: SE ci riaprono la 4m... mi tocca comprare un apparato apposito per andarci! O basterà un flash del firmware? Magari a tempo!
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Offline IU8QGL

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #20 il: Mer 29 Giu, 12:45 2022 »
Già il 991 scalda molto se lo si usa intensamente con 100 watt, figuriamoci modificandolo. A meno di non modificarlo pure a livello hardware installando delle generose ventole da pc si rischia di rovinarlo. Il mio l'ho settato per erogare massimo 50 watt in HF e 10 sulle altre frequenze.

Offline Malandrino

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Re:Le radio digitali non vanno in paradiso.
« Risposta #21 il: Mer 06 Lug, 08:23 2022 »
Ma quante cretinate si leggono sulle radio digitali di oggi.
Siete arretrati anzi retrogradi, se queste radio non vi piacciono sono affaracci vostri ma denigrare non ci stà proprio come l'autore della discussione che ha postato una barzelletta.
Bello svegliati e guardati allo specchio.
Sè vedemooo.

 

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