Autore Topic: La storia del Baycom - Parte 2 di 4  (Letto 1795 volte)

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Offline Gianluca

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La storia del Baycom - Parte 2 di 4
« il: Gio 18 Ago, 23:19 2011 »

BayCom (seconda parte)

Da "Micro & Personal Computer" - Rubrica "PC & Radio"- Marzo 1997

BayCom, nel mondo dei radioamatori, ha rappresentato ben più di un semplice programma; esso
infatti è stato il primo terminale Packet Radio a bassissimo costo che offriva prestazioni e
caratteristiche tali da non dover rimpiangere una attrezzatura tradizionale. In questa puntata
vedremo perché, anzi, per certi versi il BayCom è un programma all'avanguardia.

di Mario Chisari IW0CDT

Se avete digerito, magari con l'aiuto di un po' di bicarbonato, la scorsa puntata, in cui abbiamo visto
in maniera molto tecnica dove sia la difficoltà nell'usare una periferica seriale di un PC per operare
in Packet Radio, potete cominciare a riprendervi: è il momento di cominciare a vedere seriamente il
programma BayCom.

Il "pacchetto" BayCom è formato essenzialmente da due programmi rigorosamente DOS, l'L2 e
l'SCC. Il primo è un programma residente che si occupa degli strati più bassi della comunicazione:
gestisce l'interfaccia seriale come se fosse di tipo sincrono, si occupa della spedizione e della
ricezione dei pacchetti, ed arriva a svolgere la funzione di "digipeater" ossia il funzionamento da
"ponte" digitale per i pacchetti; gli altri radioamatori infatti possono utilizzare la vostra stazione
come "ponte" per rilanciare i propri pacchetti oltre la propria area di copertura.

L2, come abbiamo detto, è un programma residente; questo consentiva, ai tempi in cui sul PC
imperava il DOS, di avere la stazione Packet operativa anche mentre si impiegava il computer per
altri scopi, anche se solo per operazioni di basso livello, come per il "digiponte" dei pacchetti e per
l'emissione del segnale identificativo periodico o "beacon".

L'attivazione del programma L2 è segnalata da un quadratino lampeggiante in alto a destra sullo
schermo. Non tutti i programmi DOS sopportano il carico di interruzioni generate dalla presenza
dell'L2, che come abbiamo detto si occupa di decodificare esclusivamente da software i pacchetti
trasmessi in modalità sincrona, aggirando la porta asincrona del PC, con un conseguente grosso
appesantimento del carico sul processore centrale.

Una particolare "applicazione DOS" come è il vecchio Windows 3, poi, crea dei problemi di
coesistenza gravissimi...

Tuttavia sono documentati casi, su elaboratori particolarmente veloci, in cui è stato possibile
caricare l'L2 con Windows (anche 95), facendo funzionare il tutto! L'unica avvertenza è quella di
caricare L2 prima di Windows, quindi lanciare il programma di terminale da Windows come
applicazione DOS. Vale la pena di provare.

IL TERMINALE PACKET DI BAYCOM

Il programma di terminale, come abbiamo detto, si chiama SCC e fornisce l'interfaccia utente alle
comunicazioni Packet.

Esso offre il pieno controllo dello stato delle comunicazioni, molto più di quanto faccia un
programma di terminale che utilizzi un TNC tradizionale. D'altr'onde è ovvio: poiché tutte le
funzioni di ricezione e trasmissione vengono adesso svolte dentro al PC stesso, è possibile "spiarne"
l'andamento in modo molto approfondito.

Lo schermo del terminale Packet è diviso in tre zone, separate da due barre di stato. La zona in alto
è quella di immissione; in essa si inseriscono sia i comandi, sia il testo da inviare alla stazione
collegata.

La seconda zona è quella di ricezione. In questa zona appaiono tutte le risposte ai comandi dati, ed
anche le informazioni ricevute dalla stazione collegata.

La terza zona, la più in basso, è la finestra "monitor", che visualizza tutti i pacchetti in transito sul
canale, visualizzandone tipo, provenienza, destinazione e contenuto. A prima vista le informazioni
in essa visualizzate sono incomprensibili; tuttavia, esaminandone il susseguirsi dei pacchetti potrete
arrivare a scoprire come funziona il protocollo Packet stesso.

Se ad esempio inviate un comando di connessione ad un'altra stazione (es. digitate C IW0CHN -
cioè "Connect IW0CHN"), appena premuto Invio - sempre che in quel momento non ci sia nessun
altro a trasmettere sul vostro canale - , vedrete apparire sulla finestra monitor: "T:31 18:17
IW0CDT>IW0CHN>SABM,P", seguito, sempre che nessuno si inserisca nel frattempo, da un altro
pacchetto "T:31 18:17 IW0CHN>IW0CDT>UA,F".

Questi messaggi, scritti in un linguaggio che diventa chiaro appena si conosce il protocollo AX.25
usato in Packet, possono essere i primi passi nel mondo dei protocolli a pacchetto: il primo, infatti, è
un pacchetto di richiesta di connessione - SABM significa "Set Asynchronous Bilateral Mode, ossia
"imposta modo asincrono bilaterale". In parole povere, IW0CDT ha richiesto a IW0CHN (origine e
destinazione sono sempre visibili nell'intestazione) l'apertura di un canale virtuale bidirezionale per
lo scambio di informazioni. Su esso le informazioni viaggeranno senza subire disturbi da parte di
nessun'altra comunicazione in corso.

La risposta UA - che significa Unnumbered Acknowledge, ossia "conferma non numerata", da
IW0CHN a IW0CDT, conferma l'apertura del canale richiesto (la conferma è l'unica "non
numerata"; tutti successivi pacchetti di scambio dati saranno numerati, per garantire che nessuna
informazione vada persa). La ",P" finale sta per "Poll", ossia "richiesta", ed indica che l'origine
sollecita una risposta da parte del destinatario: ovviamente, se stiamo cercando di connetterci
vorremmo per prima cosa sapere se dall'altra parte c'è disponibilità alla connessione. La ",F",
invece, sta per "Final", e indica che non si richiede risposta; da questo momento in poi, stabilito il
canale virtuale, solo chi avrà bisogno di spedire informazioni effettuerà altre trasmissioni, evitando
di occupare inutilmente il canale.

La cosa simpatica della finestra monitor è che essa è disponibile sempre, anche durante le
connessioni ad un'altra stazione; con essa è possibile "vedere" il traffico che si svolge sul nostro
canale condiviso tra varie comunicazioni, permettendo di rendersi subito conto di chi e quando stia
comunicando con altri.

I CANALI MULTIPLI

Ma fin qui non abbiamo fatto altro che vedere un solo terminale virtuale: BayCom, infatti, ne offre
ben sette, corrispondenti a sette diversi canali, selezionabili con i tasti da F1 a (ovviamente) F7; su
ciascuna di questi canali è possibile collegarsi ad una stazione diversa e svolgere una diversa
conversazione, in modo del tutto indipendente l'uno dall'altro. Ad aiutarci in questo "zapping" da
una conversazione all'altra ci pensa la barra di stato in basso: essa ci indica, evidenziandola in viola,
il canale su cui ci troviamo, e la stazione a cui esso è connesso. La presenza di nuove informazioni
sul canale viene rivelati dal lampeggiare dell'indicazione corrispondente; in questo modo è possibile
conversare con più radioamatori contemporaneamente saltando solo là dove serve. Esiste poi un
canale particolare canale, corrispondente a F10; selezionandolo solo il traffico "monitor" è
visualizzato, mentre l'area centrale, quella di ricezione, è collassata. Tutto ciò che scriviamo su
questo canale viene trasmesso come pacchetto non numerato, e cioè destinato a tutte le stazioni in
ascolto.

LO SCAMBIO DI FILE

BayCom consente sia di registrare le proprie sessioni su un file, che di ricevere e trasmettere file,
siano essi di testo che binari; per questi ultimi ci sono però alcune difficoltà, dovute al fatto che
BayCom non supporta il protocollo YAPP, il protocollo per i trasferimenti binari in Packet molto
diffuso in Francia ed in Italia ma che, evidentemente, non altrettanto in Germania, la patria di
BayCom. Ma il radioamatore è un animale molto ingegnoso, e questo problema è stato aggirato, in
modo macchinoso ma efficace, sfruttando le caratteristiche di unidirezionalità del protocollo YAPP:
si attiva il trasferimento YAPP imbrogliando il BBS o la stazione collegata, spedendo una serie di
caratteri di controllo; la cosa è particolarmente semplice se essi sono memorizzati come macro in un
tasto, possibilità offerta da BayCom. Si avvia quindi il salvataggio su file.

Una volta terminato il trasferimento, esistono ormai parecchi programmi che trattano il file
ricevuto, eliminando tutti i caratteri di controllo aggiunti dal protocollo YAPP, e ricavano così il file
originale. Sembrerà strano e complicato, ma funziona...

Un'altra caratteristica simpatica di BayCom è quella di permettere di far eseguire a distanza dei
comandi. Così, è possibile consentire alle stazioni che si collegano a noi di visualizzare l'elenco
delle stazioni collegate, quelle ricevute, o i file che è possibile prelevare, e così via. Trattandosi di
una funzionalità piuttosto delicata in termini di sicurezza, è possibile abilitare e disabilitare uno ad
uno tutti i comandi remoti, in base alle proprie preoccupazioni.

I COLLEGAMENTI AL MODEM

Come abbiamo detto la scorsa volta, BayCom elimina parecchie necessità in fatto di hardware,
poiché nell'L2 vengono svolte moltissime funzioni proprie di un TNC. Per questo, è possibile
dotarsi di un semplice modem a 1200 BPS che può essere realizzato o con un semplice circuito
integrato XR2211, oppure con un AM7910 o 7911. Il primo è un componente dalle prestazioni un
po' peggiori, ma è molto compatto, tanto da poter essere montato all'interno della stessa presa che si
collega all'uscita RS-232 del PC; grazie al ridotto consumo, non è necessaria nemmeno
un'alimentazione esterna. Si tratta della soluzione ideale per il Packet mobile: un PC portatile, un
modem compatto, una radio, e via.

Chi desideri le prestazioni migliori, può invece realizzarsi un modem tramite un AM7910, o il suo
miglioramento AM7911; sono componenti molto più costosi e dal maggior consumo, ma dalle
prestazioni decisamente eccellenti.

La versione ultima del BayCom, la 1.60, supporta anche la velocità di 9600 BPS, che in Packet è
ragguardevole; anche qui non si richiede un TNC, ma un particolare convertitore analogico/digitale
da collegare alla porta parallela del computer.

Tutti questi modem per la radio possono essere acquistati, a prezzo "non commerciale",
direttamente dal team BayCom, che li fornisce anche in diverse versioni. Il team può essere
contattato anche sull'immancabile Internet, all'indirizzo http://www.baycom.de. Basta un
messaggio di posta elettronica.

Nel caso vogliate costruirlo da voi, tenete presente che dovrete collegare i fili della seriale in un
modo abbastanza atipico; a causa dei vincoli citati più volte, i dati non escono dal classico piedino
di "Tx Data", ne ricevuti sull' "Rx Data".


 

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