Autore Topic: "Bilanciare" la Longwire....  (Letto 107 volte)

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Offline AlfaMike

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"Bilanciare" la Longwire....
« il: Gio 13 Set, 17:55 2018 »

Visto che per il momento la mia schiena non mi consente di sollevare grossi carichi e di fare il gatto per tetti, mi stava balenando l'idea di tornare al vecchio amore: la Longwire. So bene che aimè altezza = mezza bellezza, ergo se non puoi mettere l'apice in alto ti scordi lobi di radiazione bassi e quindi i Qso oltre oceano, ma pazienza, ho già dato abbastanza per cui posso tranquillamente accontentarmi di 4 chiacchiere nazionali.

L'ideuzza era pertanto quella di "bilanciare" la Longwire, ergo prendere un filo unipolare da impianti elettrici (quello in trefolo di rame ricoperto in pvc), della lunghezza di circa 45 metri (cioè lo spazio totale a disposizione), stenderlo a modi Windom con un apice a 8-10 metri ed alimentarlo ad uno dei capi tramite il solito trasformatore 9:1 su ferrite Amidon Ft-240-77 (perché lavora bene sulla parte bassa dello spettro Hf), e che inoltre, a causa della bassa permeabilità magnetica, necessita di meno avvolgimenti per ottenere l'induttanza giusta (secondo il classico schema ben noto dell'Un-Un 9:1 reperibile in rete).

La Longwire è un'antenna sbilanciata poiché alimentata ad un capo e quindi è un'antenna che andrebbe sempre alimentata su nodo di tensione (tensione minima), per ottenere il minimo dell'impedenza da adattare altrimenti l'Un-Un servirà a poco e anzi scalderà parecchio rischiando di lavorare oltre i gauge previsti dal toroide. Logicamente essendo sbilanciata (come il cavo coassiale, visto che uno dei terminali è a massa), vuole associato un valido contrappeso poiché le ns antenne sono dei generatori di corrente alternata e pertanto hanno sempre bisogno di chiudere il circuito sul cavo di discesa (un polo è il radiatore, l'altro è la calza del cavo coassiale).

L'idea sarebbe quindi di dimensionare il contrappeso (cioè il cavo coassiale), della stessa lunghezza del polo caldo (cioè della Longwire intesa come radiatore) oppure, in alternativa, isolare il cavo tramite un Rf-Choke (sempre su toroide), e dotare quindi l'antenna di un contrappeso esterno collegato alla massa dell'Un-Un.

Preciso onde non far rivoltare Marconi nella tomba, che tale antenna non sarebbe un'antenna bilanciata come un Dipolo et similia ed il termine bilanciamento voleva solo conferire un valido significato come "antenna immagine" cioè speculare come parte "fredda" alla parte radiante, cioè "calda" visto che in una antenna sbilanciata le correnti non saranno mai uguali ed opposte come in un Dipolo.

73's e buone sperimentazioni con le antenne.

Ps: se qualcuno ha già smanettato con un'antenna similare mi faccia sapere qui di seguito.

Mike





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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #1 il: Ven 14 Set, 07:34 2018 »
Ciao Michele, questa tua idea di bilanciare un filaccio mi ricorda tanto la zeppelin risalente ai primi del 900,  la zeppelin come ben sai utilizza la classica scaletta bilanciata ma alla fine c'è  soltanto un monopolo da 1/2 onda elettrica sulla frequenza principale ma funziona anche a la larga banda logicamente utilizzando l'accordatore nel punto di alimentazione. Io tempo fà  ho avuto buoni risultati, magari potessi tirare un filaccio a quella lunghezza e alto così. La zeppelin e stata quasi dimenticata fu utilizzata dai tedeschi appunto a bordo dei famosi dirigibili, oggi moli diconografia in radio ho una zeppelin ma sono fantasie pErchie utilizzano il solio un-un e cavo cossia le di alimentazione. Capisco che magari la cosa per problemi di condominio ecc non si può  fare, ma se puoi prova e così potrai alimentare un monologo con una scaletta bilanciata evitando le rogne e le complicazioni del un-un oggetto facile ma dalle perdite devastanti come tu stesso conosci quando scalda o brucia e tutta rf che serve a riscaldare l'aria.
Spero di non essere andato fuori tema, un monofilo in fin dei conti lo si può alimentare con una scaletta.
Che ne pensi?
Un saluto cordiale.

Offline AlfaMike

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #2 il: Ven 14 Set, 13:37 2018 »
Spero di non essere andato fuori tema, un monofilo in fin dei conti lo si può alimentare con una scaletta.
Che ne pensi?
Un saluto cordiale.
Assolutamente! Ma mi preoccupano due cose: 1) le correnti di modo comune, 2) il contrappeso. Se alimentiamo una Longwire con una linea bilanciata in teoria è un controsenso poiché linea bilanciata = antenna bilanciata. In tal caso (non ho però fatto prove ne con l'analizzatore ne prove pratiche), credo che avremmo una distribuzione sbilanciata delle correnti e quindi potremo avere i due fenomeni tipici associati a questo problema: 1) ritorni di radiofrequenza, 2) Tvi. L'altro problema potrebbe essere (ma dipende molto dalla lunghezza della scaletta e alla sua trasformazione d'impedenza), un valore in Ohm molto elevato al termine della stessa e quindi capace di mandare in crisi l'accordatore.

Va però precisata una cosa riguardo la Zeppelin: la Zeppelin non era un pezzo di filo "random" (lunghezza casuale), bensì era un monofilo calcolato in 1/2 lambda sulla banda di lavoro più bassa. Sta di fatto poi che nel caso la linea di alimentazione non sia ben isolata dal radiatore (Rf-Choke),  essa tende a partecipare all'irradiazione divenendo parte attiva dell'antenna stessa.

Ma allora come funzionava la Zeppelin? Certamente funzionava bene attaccata a un dirigibile (da cui prende il nome), in stazione fissa non saprei non avendola mai sperimentata. Dovendo tuttavia accontentarmi delle sole due bande nazionali (ed eventualmente dei 20 metri "europei" riferito all'alto take off angle ottenibile con apici non molto elevati), preferirei qualcosa che non si configura come 1/2 onda (o multipli di essa), su nessuna delle bande di lavoro al fine di evitare di alimentare l'antenna in punti dove la tensione è massima (la corrente quindi minima), e l'impedenza di conseguenza molto elevata (un filo 1/2 onda alimentato ad un lato sviluppa impedenze prossime ai 5.000 Ohm!!!), che andrebbero adattate più che con un tradizionale accordatore, tramite un circuito L/C (induttivo-capacitivo), ma in tal caso dovremmo prediligere una configurazione monobanda.

Ps: che casino le antenne! (anche le più semplici!).
73's - Michele

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #3 il: Ven 14 Set, 21:11 2018 »
Ciao Michele, molta carne al fuoco eh.
Allora in modo molto sintetico la scaletta è  un 1/4 d'onda elettrico alla frequenza di risonanza ed ecco il piede dell'antenna, il famoso filaccio è 1/2 onda totale 3/4 d'onda, alla base della scaletta non trovi una impedenza elevata, certo è gestibile dal'accordatore. Per quanto riguarda il regime di ros sai bene che la scaletta se ne frega un rapporto di 10:1 gli fà  un baffo.
Sulle correnti di modo comune c'è  da dire che un bal-Un in corrente o un rf-choke è  indispensabile prima che il cavo coassiale entri nell'accordatore. Personalmente non sono rimasto insoddisfatto da questa antenna la accordano anche su altre bande in armonica, tuttavia a modo mio sono un perfezionista senza esserlo e sono passato a quella rigorosamente bilanciata.
Mi sono permesso di buttarla come dire così visto che tu parlavi di bilanciare qualcosa che non lo è di fatto, ma la povera Zeppelin oggi è veramente caduta nel dimenticatoio, eppure i nostri nonni con i trasmettitori a scintilla si facevano sentire da lassù!
Noi certamente non dobbiamo andare su un dirigibile ci basta se c'è  lo spazio e un poco di inventiva piazzale tra le tegole, in terrazza giardino a zig zag per ritrovare il fascino di quelle antidiluviana ma funzionante ANTENNA.
Un cordiale saluto.

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #4 il: Sab 15 Set, 15:16 2018 »
Ad essere onesti io ci sono delle antenne che proprio non digerisco, tra queste ci sono la Windom e la....Zeppelin hi! però resta interessante l'ingegno di chi le ha concepite perché pur nella loro semplicità sono antenne concepite sulla base di nozioni tecniche di buon livello. Ad esempio 2 anni fa decisi di modificare la G5RV che come sai oltre ai 2 bracci da 15.50 metri ognuno ha una scaletta lunga 9.80 metri precisi, questo poiché G5Rv (cioè il callsign di colui che la sperimentò per primo), stabilì che con 9.80 metri di piattina bifilare si otteneva un Ros accettabile su tutte le bande. Io volli strafare e modificai la G5RV con una piattina lunga 25 metri che giungeva fino in stazione al tuner bilanciato il quale nonostante tutto sui 40 metri non mi scendeva sotto il 3 di Ros e la radio mi andava in protezione.

Questo per dire che alle volte anche cose assai semplici sono nei fatti poco efficaci. Il problema reale riguarda chi intende lavorare più bande, se ci si accontenta allora a quel punto un semplice Dipolo 1/2 onda e via ma io non mi sono mai accontentato pur amando le monobande ma quando hai uno spazio relativamente modesto non puoi mettere pali dappertutto e trasformare il tetto in una giungla di fili.

Ecco perché invidio chi ha un terreno a disposizione...un bel traliccetto con ascensore per 2-3 direttive e poi altrettanti fili nascosti tra gli alberi ma in centro città sono cose impensabili a parte pochi eletti che hanno il villone in collina.

Per il resto rimango come te del parere che le linee aperte, scalette, piattine o come le si voglia chiamare, rimangano uno dei migliori e più economici sistemi di alimentazione per le antenne multibanda eppure per alcuni è off-limits poiché hanno ereditato la convinzione che "la piattina irradia e fa Tvi" !!!!

Del resto tu in un altro post hai sottolineato l'irrisoria perdita (in dB) della scaletta rispetto a un cavo coassiale ma molta gente nemmeno considera che le attenuazioni dei nostri cavi coassiali sono calcolate con Ros 1:1 e non.....10:1 (o spesso assai di più), per cui quei poveri cavi lavorano spesso con disadattamenti paurosi facendo ping-pong col segnale che salta dai finali all'antenna e riducendosi in parte per effetto joule dovuto al calore (calore che quando si usano lineari cazzuti può finanche squagliare il dielettrico!). Tutto ciò con una piattina non accade infatti passando anni fa dalla vecchia Longwire alla G5RV la prima cosa che notai fu un incremento di segnale di finanche S1/2 su alcune bande, cioè detto in parole semplici se 1 tacca di Santiago = 6 dB stiam parlando di ben 12 dB che come segnale ricevuto è un bel po nonché in termini di "potenza realmente irradiata".

73's e buon week-end
Michele
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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #5 il: Sab 15 Set, 17:56 2018 »
Ciao Michele ben detto riferendomi alla tua ultima parte, per l'antenna è  una questione anche di gusti,  uno può tifare per l'una o l'altra squadra. Permettimi o fatto un sorriso a quella frase (utilizzano amplificatori kazzuti) e sono fortunati perché  spesso usano dipoli pseudo risonanti male che va se hanno un discreto disadattamento scalda il cavo fino a bruciare la muffola cavo-antenna, magari con il loro bel ACCORDATORE posto all'uscita del' amply gli fanno vedere un simpatico 1:1 e sono tutti contenti ma dopo ci sta il cavo coassiale che non digerisce affatto disadattamenti trasformandosi in una bestia famelici di rf, se al contrario fosse stata una scaletta il cielo era sereno anche in presenza di un metaforico tifone di RF.
Ritornando alla G5RV la lunghezza della scaletta se non arriva alla radio  può essere aumentata di multipli pari, magari avrai un bel pezzo di ladder line in più ma raggiungi lo scopo è tutto funziona così come fece il suo scopritore ormai SK, in fin dei conti non è  altro che una antenna DOUBLET ottimizzata per avere una impedenza accettabile nelle ns gamme e in tutte le sue armoniche ad eccezione dei 15 mt. dove l'impedenza risulta elevata e non gestibile dai ns. apparecchi a meno che non usiamo un accordatore bilanciato ma a questo punto ri-diventa una doublet classica.
Anche io invidio chi ha spazio disponibile per le antenne, il terrazzino che oggi ho disponibile è modesto e i miei fili zig Zagato in parte  nel solaio, ma c'è  chi sta peggio di me e quindi meglio vedere il bicchiere mezzo pieno che ......
Michele, ma non ti ho scritto che sto costruendo un accordatore remoto bilanciato robusto?
Uno un pò  piu gracilino e andato recentemente in fumo, no non è  stato l'amply ma qualcosa di veramente kazzz... e serio!
Un saluto cordiale a Te e a Tutti.


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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #6 il: Sab 15 Set, 21:05 2018 »
In barba a tutti coloro che usano l'amplificatore ti dirò che nella mia vita non ne ho mai usato uno...anzi sono spesso andato finanche in Qrp. Spesso mi sento rispondere che l'ampli serve a superare il pile-up (e posso essere anche d'accordo se tutti gli altri lo usano) ma poi alla fine se tutti lo usano diventa una gara a chi cel'ha più grosso (l'amplificatore ehm!), quindi a quel punto tanto vale se non lo usasse nessuno e fine della storia. Ad ogni modo gli ampli sono affascinanti, anche quelli della broadcast modificati con le Eimac 4CX10000  çç11 ma almeno io ho sempre vissuto la radio come una sfida con mezzi semplici e non come una passeggiata di piacere per arrivare ovunque 9+30.

Ad ogni modo io sono un amante dei fili lunghi, è più forte di me. Le verticali le ho digerite ai tempi della Cb dove la 5/8 era l'unica arma vincente ed essendo io un patito delle low bands con le verticali non vado espressamente d'accordo anche se come concetto mi affascinano molto finanche le reti da pollaio elettrosaldate usate come piano di terra, anzi questa è un'esperienza che a me manca ma soprattutto se potessi opterei per gli affascinanti Dipoli verticali alimentati finanche a scaletta in modo da ottenere una G5RV verticale, alimentata al centro....ma per farlo mi servirebbe un albero alto 31 metri e rotti e per ora ho solo un vecchio Ficus!

ps: buon lavoro per il tuo tuner bilanciato! spero prima o poi di sentirti on-air se Iddio vorrà per me poter (finalmente) ridar vita alle mie radio...e alle mie antenne.

Cordiali 73's e buona domenica
Michele

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #7 il: Dom 16 Set, 13:56 2018 »
Aggiornamenti: stamattina stavo smanettando nei miei vecchi appunti di bordo ed ho ritrovato una vecchia idea relativa ad una Delta Loop multibanda alimentata quindi senza il classico stub a 1/4 onda ma bensì in linea bifilare.

Ho fatto un piccolo schizzo al pc:



Secondo i testi sacri la Delta per lavorare come monobanda dovrebbe essere pari ad 1 lambda sulla banda di riferimento, ergo 1 onda intera tenendo logicamente conto del fattore di velocità del conduttore. Nel caso la si faccia multibanda andrebbe considerato "quanto più lunga è possibile" onde migliorarne la resistenza di radiazione, quindi il guadagno, e logicamente valutandone il punto di alimentazione secondo il concetto di polarizzazione delle Delta Loop:



Logicamente nulla vieta di realizzarla di dimensioni più piccole.
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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #8 il: Dom 16 Set, 21:14 2018 »
Ciao Michele, bella la delta loop, ne ho avuta una 5 anni fa al vecchio qth, era monobanda per i 40 mt. Fantastica segnali in rx tx da sogno e mai più riscontrati con altre antenne era orientata nord sud.
Tanto che quando arrivavano i segnali dalla ex URSS questi picchiavano duro, a quel punto o scappavi oppure tentavi di mostrare qualche muscolo accendevo il TL922 che non era alla loro altezza però  grazie alla delta  questi diventavano più  morbidi quasi gentleman e poi quasi sempre ci si metteva d'accordo per continuare il qso.
Purtroppo non è  per goliardia ma senza corda erano solo loro a legarci anzi a seppellirci senza se e senza ma, comunque anche messa bassa rimane una grande grande antenna!
Chi ha la fortuna di avere spazio la fa multi banda alimentando
la delta con una scaletta e tuner dedicato e il gioco è fatto.
Come promesso ecco la foto dei roller Elmer,  accanto uno più  piccoletto che può  dare una idea sulle reali dimensioni.
capitolo lineari, non posso farci nulla fin da ragazzino li ho costruiti il mio primo fu con una EL34 tirava fuori ca 30 watt in 27, era il 1972 avevo 16 anni, oggi  passo il tempo quando posso riportando in vita qualche vecchio apparato e i vecchi amply con le metallo ceramiche che sono ache queste antidiluviane come me.
Un saluto.


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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #9 il: Lun 17 Set, 20:57 2018 »
Ammiro le tue capacità nell'autocostruzione/manutenzione per ciò che concerne Rtx e accessori. Io al contrario sono più un patito di antenne ma se potessi farei un corso accelerato di elettronica visto che col saldatore ho la mano parecchio ferma e la vista buona ma a tali livelli non mi sono mai spinto.

Bellissime le foto postate e logicamente il materiale in foto. Spesso guardo con grande interesse quei programmi in onda sul digitale terrestre dove mostrano quei garage americani dove abili meccanici rimettono a nuovo vecchie auto degli anni 50-60 tipo Chevrolet Bel-Air per capirci e penso sempre alla stessa passione dedicata ai vari e gloriosi apparati per le nostre bande.

Ps: di fronte casa mia abita la moglie di un Om Sk la quale conserva tutta la linea Drake Tr-4/C del coniuge passato a miglior vita e tante volte son stato tentato da chiederle se vuol venderla ma non ne ho avuto il coraggio poiché conserva quella stazione come un museo.

Ad ogni modo se avessi soldi e spazio dedicherei una scrivania esclusivamente vintage radio e per quando fa freddo anche qualcosa con le 3-500Z  çç11
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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #10 il: Lun 17 Set, 22:48 2018 »
Ha le 3-500z,  quanti bei ricordi, credo saprai che agli albori delle emittenti private in FM primi anni 70 queste valvole anche se al limite del loro funzionamento furono utilizzate per degli amplificatori in classe C nella parte bassa della gamma cioè  da 88/ 97 Mhz, con 60 watt di pilotaggio e anodica da paura tiravano fuori cadauna 700 watt h24 dotate di camino e ventilatori industriali. Che spettacolo lavoravano con gli anodi rossi come nella foto dell'avatar, ma le Eimac non erano nulla in confronto alle Amperex con anodo in grafite, tutta un altra musica. Oggi roba vintage ma ancora capace di dare emozioni. Al giorno d'oggi
le 3-500ZG le tengo in bacheca e in barba ai vecchi tempi mi riscaldo
con le 8877. Te lo detto sono un pò retro ma le antenne ancora le costruisco altro che. Un saluto.

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #11 il: Mar 18 Set, 14:25 2018 »
Purtroppo da ciò che sento oggi girano un sacco di cinesate (riferito alle valvole). A ciò che ricordo le Eimac erano americane (californiane) come le Taylor mentre le Amperex mi pare che fossero francesi. Ma queste aziende esistono ancora?
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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #12 il: Mar 18 Set, 17:48 2018 »
Ciao Michele, allora le Amperex erano Francesi da tempo ha cessato la produzione però erano grandi valvole arano una spanna avanti rispetto alle Americane.
Le Eimac erano californiane ma nell'ultimo periodo già anni 90 erano costruite su licenza in Cina avevano un piccolo loghetto CP, e anche oggi che la Eimac ancora esiste non costruisce valvole termoioniche ma la sua consociata Cinese e ce le spacciano per made in USA.
Tuttavia bisogna dire che gli standard sono alti e di conseguenza chi acquista con quel marchio non rovina i soldi.
Il marchio Taylor è un brand americano della RF-Parts, le valvole sono prodotte in Cina con standard loro e ti dico che sono buone, sono state scopiazzate dalle Amperex, anodo in grafite, supporti rinforzati spessore del vetro maggiorato idem le Matchlet stessa cosa, sono valvole ottime stessa provenienza Cina come del resto tutta la vecchia produzione di valvole in vetro e metallo ceramica.
Unico neo costano tantissimo, ma se trovi il canale giusto dalla cina con pochi spiccioli.
I Cinesi oggi hanno inventato un loro marchio e delle loro sigle, ma nella realtà sono cloni di valvole ex unione sovietica e americane così aggirano i vari blocchi e accordi commerciali, anche i costruttori più all'avanguardia di amply oggi usano valvole cinesi con sigle cinesi, ad esempio una famosa GUxx oggi costa una cifra è diventata in Cina FU-7XX e costa €=220 e tira fuori 3,2 Kwatt rispetto all'omonima Svetlana russa che costa €=850 Ti pare Poco?
E chiamali FESSI!!!

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Re:"Bilanciare" la Longwire....
« Risposta #12 il: Mar 18 Set, 17:48 2018 »

 

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